Mobility Month 2025: ecco come la comunità outdoor (e non solo) utilizza i mezzi di trasporto
In Italia parlare di mobilità sostenibile significa spesso parlare di città. Piste ciclabili urbane, zone a traffico limitato, trasporto pubblico locale. Ma c’è un pezzo importante di Paese – fatto di aree interne, vallate, montagne, luoghi naturali – che resta ai margini di questo racconto. Ed è proprio lì che molti di noi vanno per praticare sport outdoor, ritrovare spazi di libertà, riconnettersi con la natura. Ed è lì che, molto spesso, l’auto sembra l’unica opzione possibile.
Da questa contraddizione nasce il Mobility Month 2025 di Protect Our Winters Italy: un mese per parlare di mobilità a basso impatto non in astratto, ma a partire da una domanda semplice e scomoda. Come ci muoviamo davvero quando andiamo a fare ciò che amiamo? E soprattutto: scegliamo l’auto perché ci piace, o perché non abbiamo alternative?
Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale scorrendo in fondo all’articolo.
La domanda da cui siamo partiti
L’imbottigliamento nel traffico di una valle il sabato mattina e la consueta spaesatezza in cui si cade alla ricerca di un parcheggio appena arrivatǝ sono davvero qualcosa che si è dispostǝ a sopportare pur di scappare dall’ambiente urbano?
Oppure utilizziamo l’auto perché, oggi, è spesso l’unico mezzo che garantisce libertà di orari, flessibilità, possibilità di trasportare attrezzatura e raggiungere luoghi che i mezzi pubblici non servono – o servono male?
Il sondaggio lanciato da POW Italy durante il Mobility Month 2025 nasce esattamente da qui: capire quali sono i limiti reali del sistema di mobilità e dove, invece, esiste spazio per cambiare.
In un mese hanno risposto al sondaggio lanciato il l’1 ottobre oltre 1.000 persone della community outdoor italiana. Un numero che, da solo, racconta quanto questo tema sia sentito.
Un mese di storie, dati e scelte quotidiane
Per tutto il mese abbiamo condiviso tre storie di tre personaggi vicinǝ a POW, grazie alla loro mentalità o il loro lavoro – come Ade, volontaria per POW Italy sul suo territorio, il Piemonte. Abbiamo scelto Ade, Pierre e Dade perchè sono esempi concreti di come – quando possibile – la mobilità a basso impatto possa entrare nella vita quotidiana di chiunque. Abbiamo parlato di dati, di emissioni, di abitudini di spostamento. E poi abbiamo chiesto alla community di fare una cosa semplice ma potente: raccontarci come si muove davvero.
Rispondere a un sondaggio richiede tempo, attenzione, onestà. È anche un atto di fiducia. Per questo, prima di tutto, questo lavoro è un modo per restituire valore a chi ha partecipato.
Cinque cose che abbiamo imparato insieme
La Science Alliance, la coalizione di POW Italy di scienziate, scienziati, esperti ed esperte per due mesi ha analizzato i dati raccolti – da cui sono emersi alcuni messaggi chiave, chiari e coerenti.
1. La crisi climatica conta, eccome.

La community outdoor è altamente consapevole: la crisi climatica influenza concretamente le scelte quotidiane e c’è una richiesta forte e trasversale affinché adattamento e mitigazione siano centrali nelle politiche pubbliche.
2. L’auto resta il mezzo più utilizzato.

Non per disinteresse ambientale, ma per necessità. Libertà di orari, rapidità, flessibilità e trasporto dell’attrezzatura sono fattori decisivi. Quando si va in montagna o in aree naturali, spesso non esistono alternative comparabili.
3. Traffico e parcheggi rovinano l’esperienza outdoor.

Non è solo una questione ambientale. Per molte persone traffico, auto e parcheggi pieni compromettono direttamente la qualità dell’esperienza nei luoghi naturali.
4. La disponibilità al cambiamento c’è.

Oltre il 60% delle persone si dice disposto a cambiare mezzo di trasporto se questo riducesse traffico e affollamento nelle località outdoor. Non è resistenza al cambiamento: è mancanza di condizioni.
5. Il vero problema è “the last mile”, l’ultimo miglio (e le informazioni).

Collegamenti mancanti, orari incompatibili, tempi di viaggio troppo lunghi e difficoltà nei cambi, prezzo dei biglietti calmierato. Le persone sarebbero disposte a investire, se il servizio fosse all’altezza.
Sappiamo cosa serve, ma non ci sentiamo ascoltati

C’è però una frattura che emerge con forza. La maggior parte delle persone non ritiene che le esigenze di mobilità del proprio territorio vengano davvero considerate dai decisori politici. E molti non si sentono parte di una community capace di influenzare un cambiamento reale.
Eppure, i dati raccontano il contrario: la volontà di esserci, di partecipare, di fare la propria parte esiste. Manca spesso uno spazio che trasformi questa disponibilità individuale in voce collettiva.
Ed è qui che campagne come il Mobility Month diventano fondamentali.
Perché questa campagna conta davvero?
Il Mobility Month 2025 non è stato solo un esercizio di raccolta dati. È stato un momento di attivazione.
Attivazione significa creare massa critica. Significa dimostrare che il problema non è la mancanza di sensibilità, ma la mancanza di alternative credibili. L’obiettivo di POW Italy, nel lungo periodo, è proprio questo: esplorare e promuovere soluzioni di mobilità che siano comparabili all’auto in termini di comodità percepita, ma più economiche, più rapide, più accessibili e più capillari verso le aree interne e montane.
Non solo per ridurre le emissioni di CO₂ o rendere il turismo più sostenibile. Ma per migliorare l’accesso allo sport outdoor, rafforzare le connessioni con le comunità montane e offrire nuove opportunità a territori storicamente marginalizzati dal trasporto pubblico.
Questo sondaggio non è un punto di arrivo. È un punto di partenza.
Dietro ogni risposta c’è una persona che ama stare all’aria aperta e che vorrebbe farlo in modo coerente con i propri valori. Mettere insieme queste voci significa iniziare a costruire un racconto diverso: uno in cui la mobilità non è un ostacolo, ma parte della soluzione.
Grazie a chi ha partecipato. A chi ha condiviso, risposto, riflettuto. È da qui che nasce il cambiamento: quando una community inizia a muoversi, davvero, nella stessa direzione.
Grazie alla Science Alliance tutta, che offre il proprio tempo libero a supportare con dati e competenze scientifiche le idee e i progetti di POW Italy
Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale qui sotto: