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	<title>Scienza | Protect Our Winters Italy</title>
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	<title>Scienza | Protect Our Winters Italy</title>
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		<title>Carovana dei Ghiacciai 2025: attraversare le Alpi per capire il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono viaggi che insegnano più di quanto mostrano. La Carovana dei Ghiacciai 2025 è stata questo: un percorso attraverso sei luoghi delle Alpi, ognuno con un ghiacciaio che cambia, un paesaggio che si modifica, un tema che emerge con forza. Mettendo insieme queste tappe, si compone una mappa del presente: un mosaico di instabilità, [&#8230;]]]></description>
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<p>Ci sono viaggi che insegnano più di quanto mostrano. La Carovana dei Ghiacciai 2025 è stata questo: un percorso attraverso sei luoghi delle Alpi, ognuno con un ghiacciaio che cambia, un paesaggio che si modifica, un tema che emerge con forza. Mettendo insieme queste tappe, si compone una mappa del presente: un mosaico di instabilità, memoria, rischio, ma anche di conoscenza e possibilità.</p>



<h2>Tappa #1: Adamello, Lombardia</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="637" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-1024x637.png" alt="" class="wp-image-17978" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-980x610.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-480x299.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Il nostro cammino è iniziato sul <strong>ghiacciaio del Presena</strong>, nell’area dell’Adamello. Qui il paesaggio è segnato da una contraddizione evidente: da un lato la volontà di proteggere il ghiaccio con teli geotessili, dall’altro la lunga storia di sfruttamento turistico che ha reso questo luogo un simbolo della complessità del rapporto tra montagna e società. Il Presena è una soglia: introduce la Carovana ai suoi tre elementi fondamentali – scienza, attivismo, comunità – e mostra immediatamente quanto sia difficile, oggi, conciliare conservazione e uso, eredità e futuro. L’apertura della Carovana su questo ghiacciaio ha reso evidente una cosa: la montagna richiede cura, ma anche letture nuove.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #2: <meta charset="utf-8">Aletsch, Svizzera</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17980" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>La seconda tappa ci ha portati nel cuore della Svizzera, sull’<strong>Aletsch</strong>, il gigante bianco delle Alpi, patrimonio UNESCO. Qui la scala cambia immediatamente. L’estensione immensa della massa glaciale e il suo ritiro rapido impongono uno sguardo più ampio, che supera i confini nazionali e diventa questione di <strong>governance</strong>. Intorno all’Aletsch la Carovana ha affrontato temi centrali: la gestione della risorsa idrica in un contesto che dipende sempre più da un ghiacciaio in perdita; l’instabilità dei versanti che accompagna lo scioglimento; la necessità di sistemi di monitoraggio e di allerta precoce condivisi; la responsabilità politica nell’agire prima che i limiti vengano superati. L’Aletsch è una lezione di dimensione: ci ricorda che il cambiamento climatico non è un fenomeno locale, ma un sistema che collega valli, nazioni, persone.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #3: <meta charset="utf-8">Ventina, Lombardia</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-17988" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-980x551.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Rientrati in Italia, la Carovana ha raggiunto il <strong>ghiacciaio del Ventina</strong>, in Valmalenco, dove la montagna rivela un’altra faccia della crisi: l’aumento del rischio nella frequentazione. Qui il ghiacciaio diventa una lente che mostra quanto sia diventato instabile l’ambiente d’alta quota: frane più frequenti, sentieri che cambiano, morene che si muovono, acqua che scorre in modi nuovi. È un luogo che costringe a fare i conti con il presente: non basta “andare in montagna”, bisogna capire come farlo in sicurezza e con consapevolezza. La Carovana, in questa tappa, ha lavorato proprio su questo: trasformare il ghiacciaio in uno strumento educativo, un modo per riflettere collettivamente su come la montagna ci chiede di cambiare.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #4: <meta charset="utf-8">Ortles-Cevedale, Alto-Adige</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17986" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>La quarta tappa, a <strong>Solda</strong>, ai piedi del gruppo <strong>Ortles-Cevedale</strong>, ha riportato lo sguardo sulla dimensione culturale e storica della montagna. Queste cime custodiscono memorie profonde, naturali, alpinistiche, persino belliche, e oggi sono anche uno dei contesti più significativi per capire la trasformazione dei servizi ecosistemici. Qui la Carovana ha seguito da vicino il lavoro degli operatori del servizio glaciologico: una pratica che unisce rigore scientifico e un contatto fisico con il ghiaccio, sempre più complesso e rischioso. La montagna, in questo luogo, ci ha insegnato che la frequentazione non può più essere quella di un tempo: richiede rispetto, preparazione, e una comprensione nuova del limite.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #5: <meta charset="utf-8"><meta charset="utf-8"><strong>Zugspitze</strong>, Germania</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17990" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Dalle montagne dell’Alto Adige siamo saliti verso la Germania, sulla <strong>Zugspitze</strong>, dove resiste l’ultimo ghiacciaio del Paese, lo <strong>Schneeferner</strong>. Anche qui, però, la parola chiave è “fine”. Fine di un ghiacciaio; fine di un’epoca geologica che pensavamo eterna; fine di un immaginario nazionale costruito sulla neve e sull’alta quota. La Carovana, in questa tappa, ha scelto di guardare non solo al ghiaccio in superficie ma anche a ciò che sta sotto: il permafrost che si degrada, la montagna che perde coesione dall’interno, la scienza d’avanguardia che studia queste trasformazioni con strumenti capaci di misurare persino le variazioni di gravità. La Zugspitze ci ha insegnato a guardare la montagna come un organismo: si muove, respira, si trasforma, e oggi si indebolisce.</p>



<h2><meta charset="utf-8"><meta charset="utf-8">Tappa #6: <span style="background-color: rgba(102, 102, 102, 0.2);">G</span><strong>hiacciaio della Ciamarella e Bessanese, Piemonte</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17992" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>L’ultima tappa ci ha riportati in Italia, nelle <strong>Valli di Lanzo</strong>, tra la <strong>Ciamarella</strong> e la <strong>Bessanese</strong>, in un paesaggio segnato da frane, alluvioni, instabilità continua. Qui la Carovana ha chiuso il percorso riportando al centro il tema del <strong>rischio</strong> e dell’<strong>adattamento</strong>. La montagna che cambia non è solo un problema da monitorare: è una scuola. Camminando verso il Rifugio Cirié, osservando i versanti che si muovono e i torrenti che cambiano forma, abbiamo capito che ogni uscita sul campo è un esercizio di interpretazione. La montagna ci chiede attenzione, curiosità, capacità di leggere i segnali prima che diventino emergenze. E ci chiede, soprattutto, di trovare un linguaggio comune per raccontare ciò che accade.</p>



<h2>Le nostre conclusioni</h2>



<p>Guardando indietro, la Carovana dei Ghiacciai 2025 non è stata soltanto un itinerario scientifico. È stata un modo di restituire senso a ciò che ogni tappa mostrava: ghiacciai che non sono solo superfici bianche, ma <strong>sentinelle climatiche</strong>; paesaggi che cambiano e mettono in discussione i nostri modi di viverli; comunità che cercano strumenti per capire, adattarsi e partecipare. Attraversare le Alpi in questo modo significa riconoscere che la crisi climatica non è astratta: è scolpita nei versanti, nell’acqua che scende, nel ghiaccio che sparisce.</p>



<p>Se c’è una lezione finale, è questa: <strong>conoscere è già una forma di azione</strong>. E la montagna, oggi più che mai, ci invita proprio a questo: guardare, ascoltare, capire e poi agire, con la consapevolezza che il futuro delle Alpi è intrecciato al nostro.</p>
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		<title>Microplastiche ad Alta Quota: La Haute Route che Svela l’Inquinamento Invisibile dei Ghiacciai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 13:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando pensiamo ai ghiacciai delle Alpi, immaginiamo silenzi immacolati, paesaggi incontaminati, luoghi dove la natura regna sovrana. Eppure, anche questi ambienti estremi e remoti non sono più al riparo dall’inquinamento globale: dal black carbon alle microplastiche, le terre alte di tutto il pianeta finiscono per diventare il punto di arrivo di particelle inquinanti emesse nelle [&#8230;]]]></description>
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<p class="is-style-intro">Quando pensiamo ai ghiacciai delle Alpi, immaginiamo silenzi immacolati, paesaggi incontaminati, luoghi dove la natura regna sovrana. Eppure, anche questi ambienti estremi e remoti non sono più al riparo dall’inquinamento globale: dal black carbon alle microplastiche, le terre alte di tutto il pianeta finiscono per diventare il punto di arrivo di particelle inquinanti emesse nelle pianure abitate e industrializzate.</p>



<p>Ormai siamo tempestati da notizie che riguardano l’inquinamento da microplastiche, che si trovano ormai letteralmente ovunque, dai mari alle placente umane. Tuttavia, la scoperta della loro presenza nei campioni raccolti su ghiacciai alpini d’alta quota rimane particolarmente impattante. Chi di noi, camminando con i ramponi o sciando su alte vette perennemente ghiacciate penserebbe di star calpestando un terreno che contiene microplastiche?</p>



<p>Questa scoperta, recentemente pubblicata, è stata resa possibile grazie a un progetto di <strong>scienza partecipata</strong>, che ha visto protagonisti un gruppo di alpinisti impegnati nella traversata della <strong>High Level Route</strong>: un percorso tecnico e impegnativo da Chamonix a Zermatt, disegnato dai pionieri che l’hanno percorso per la prima volta nel 1861, attraverso alcuni dei ghiacciai più alti e meno accessibili delle Alpi. Lungo il cammino il team ha raccolto campioni di neve in oltre 50 siti, seguendo rigorosi protocolli per evitare contaminazioni. I dati raccolti sono stati poi analizzati dai ricercatori, che hanno identificato la presenza di <strong>nanoplastiche in cinque siti oltre i 3.100 metri</strong>, con concentrazioni tra 2 e 80 nanogrammi per millilitro di neve sciolta.</p>



<h2>Dagli pneumatici alle Alpi: la plastica viaggia nell’aria</h2>



<p>Uno dei risultati più sorprendenti è l’origine di queste particelle: non frammenti di bottiglie o imballaggi, ma <strong>residui dell’usura degli pneumatici</strong>, insieme a tracce di polistirene e polietilene. Grazie ai modelli di dispersione atmosferica, è stato possibile ricostruire il tragitto compiuto da queste particelle: emesse dal traffico veicolare e dall’industria nei paesi a ovest delle Alpi (Francia, Spagna, Svizzera), vengono sollevate dal vento e trasportate attraverso l’atmosfera fino a essere depositate con le precipitazioni.</p>



<p>Questo significa che <strong>anche chi non ha mai messo piede su un ghiacciaio contribuisce ogni giorno al suo inquinamento.</strong></p>



<h2>Perché le nanoplastiche nei ghiacciai sono un problema serio</h2>



<p>L’inquinamento da micro e nanoplastiche non è solo una questione estetica o simbolica. Le particelle più piccole, difficilmente rilevabili, sono anche quelle potenzialmente più pericolose: possono entrare nella catena alimentare, contaminare le acque di fusione che alimentano i fiumi e i laghi a valle, e compromettere la salute degli ecosistemi alpini, già minacciati dal cambiamento climatico.</p>



<p>Inoltre, la loro presenza testimonia quanto profonda sia la nostra impronta ecologica: <strong>la plastica ha superato ogni barriera geografica, arrivando dove l’essere umano arriva a fatica — o non arriva affatto.</strong></p>



<h2>La citizen science come strumento di cambiamento</h2>



<p>Il progetto dimostra anche un altro aspetto fondamentale: che la collaborazione tra scienza e comunità outdoor può fare la differenza. Gli alpinisti della High Level Route non sono stati solo testimoni di un ambiente fragile, ma attori attivi nella produzione di conoscenza, contribuendo a rendere visibile un inquinamento invisibile.</p>



<h2>Cosa possiamo fare?</h2>



<p>Come <em>Protect Our Winters Italy</em>, crediamo che la consapevolezza sia il primo passo verso il cambiamento. Ecco perché è essenziale sostenere la ricerca scientifica indipendente, promuovere pratiche di mobilità sostenibile, e chiedere alle istituzioni misure efficaci per ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente. Ma è anche importante riconoscere il valore delle terre alte: non solo come risorsa idrica e climatica, ma come indicatori sensibili della salute del nostro pianeta.</p>



<p>Se vuoi contribuire alla nostra Mission, puoi <a rel="noreferrer noopener" href="https://protectourwinters.it/tu-pow/" target="_blank">diventare membrǝ</a> o <a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=4CMWWJCUF98QU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">donare una cifra a tua scelta</a>.</p>



<p></p>



<p><em>Tutte le foto © High Level Route 2022</em></p>
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		<title>Perché POW Italy ha firmato il Manifesto Europeo Per Una Nuova Governance Glaciale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:43:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2025 è l’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, proclamato dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di accendere i riflettori su uno degli elementi più sensibili (e in pericolo) del nostro sistema climatico: la criosfera. È un’occasione cruciale per richiamare attenzione, responsabilità e azione su scala globale. Per questo motivo, noi di Protect Our Winters [&#8230;]]]></description>
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<p>Il 2025 è l’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, proclamato dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di accendere i riflettori su uno degli elementi più sensibili (e in pericolo) del nostro sistema climatico:<strong> la criosfera</strong>. È un’occasione cruciale per richiamare attenzione, responsabilità e azione su scala globale. Per questo motivo, noi di <em>Protect Our Winters Italy</em> abbiamo deciso di sottoscrivere il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse, promosso da Legambiente, il Club Alpino Italiano, il Comitato Glaciologico Italiano, CIPRA Italia ed EUMA.</p>



<h2>Perché abbiamo sottoscritto il Manifesto?</h2>



<p>Lo abbiamo fatto perché i ghiacciai non sono soltanto spettacolari formazioni naturali: <strong>sono riserve d’acqua dolce, regolatori climatici, archivi di memoria ambientale</strong>. E perché sono in pericolo.</p>



<p>Negli ultimi 20 anni la perdita di massa glaciale è raddoppiata, e solo nel 2023 si sono sciolte <strong>548 miliardi di tonnellate di ghiaccio</strong> a livello globale. Le Alpi, e in particolare l’Italia, sono fra le aree più colpite: <strong>un terzo della massa glaciale alpina è già andato perso</strong>, e due terzi rischiano di sparire entro il 2050. Fermare questo declino è una priorità non solo ambientale, ma anche sociale, economica e culturale.</p>



<h2>Cosa chiede il Manifesto?</h2>



<p>Il Manifesto non è un grido generico: è una proposta concreta. Chiede una <strong>nuova governance europea della criosfera</strong>, basata su:</p>



<ul><li><strong>Monitoraggio e ricerca scientifica</strong>: creare un sistema europeo di osservazione del rischio criosferico, condividendo dati e conoscenze tra Paesi e territori.</li><li><strong>Educazione e consapevolezza</strong>: sviluppare percorsi formativi per creare nuove competenze sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.</li><li><strong>Politiche pubbliche e pianificazione responsabile</strong>: dalla revisione delle infrastrutture turistiche alla riforma della PAC, il Manifesto promuove una gestione sostenibile e lungimirante delle risorse montane.</li><li><strong>Coinvolgimento delle comunità locali</strong>: perché non può esserci adattamento efficace senza chi vive ogni giorno la montagna.</li><li><strong>Leadership europea</strong>: l’Europa deve guidare l’azione globale per la tutela degli ambienti glaciali, dalle Alpi alle calotte polari.</li></ul>



<p>La sua versione completa può essere letta qui: <a href="https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/manifesto-europeo-per-i-ghiacciai/">https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/manifesto-europeo-per-i-ghiacciai/</a></p>



<h2>Perché agire ora?</h2>



<p><strong>Ogni frazione di grado conta, ogni azione pesa.</strong> Secondo le proiezioni, anche negli scenari di basse emissioni perderemo il 25-29% della massa glaciale globale entro il 2100. Negli scenari ad alte emissioni, potremmo arrivare a perdere la metà.</p>



<p>I ghiacciai che oggi alimentano fiumi, raffreddano il pianeta e custodiscono la memoria del nostro clima, <strong>potrebbero diventare un ricordo in poche generazioni</strong>. L’innalzamento del livello del mare, la scarsità d’acqua, l’aumento dei rischi geologici in montagna sono solo alcune delle conseguenze che toccheranno anche chi vive lontano dalle vette.</p>



<p>Per questo <strong>serve una risposta collettiva e sistemica</strong>: non bastano soluzioni tecnologiche tampone, servono politiche strutturali, impegno civile, giustizia climatica.<br></p>



<h2>I ghiacciai hanno bisogno di azioni urgenti, concrete e condivise</h2>



<p>Come <em>Protect Our Winters Italy</em>, crediamo che la montagna non sia solo un luogo da vivere, ma anche da proteggere. Sottoscrivere il Manifesto è un passo importante: uno strumento per chiedere, insieme a tante realtà scientifiche, ambientaliste e territoriali, <strong>azioni urgenti, concrete e condivise</strong>.</p>



<p>Nel 2025, anno dedicato alla loro tutela, i ghiacciai ci chiedono di fare una scelta: o diventiamo la generazione che ha saputo fermare la crisi climatica, o quella che ha assistito al collasso in silenzio. Noi abbiamo scelto.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Conferenza di presentazione del Manifesto Europeo per la Governance dei Ghiacciai" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/PqY4XSU3Ob4?start=8320&#038;feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>L&#8217;acqua che scompare: come la fusione dei ghiacciai cambia i cicli idrologici e la nostra vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Una delle ragioni che hanno portato l’Unesco a dedicare il 2025 alla protezione dei ghiacciai è che la loro fusione sta influenzando i cicli idrologici globali e, di conseguenza, ogni aspetto della nostra esistenza: dall’agricoltura agli sport, fino alla disponibilità di acqua potabile nelle città. I ghiacciai: torri d’acqua del pianeta I ghiacciai sono spesso [&#8230;]]]></description>
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<p class="is-style-intro">Una delle ragioni che hanno portato l’Unesco a <strong>dedicare il 2025 alla protezione dei ghiacciai</strong> è che la loro fusione sta influenzando i cicli idrologici globali e, di conseguenza, ogni aspetto della nostra esistenza: dall’agricoltura agli sport, fino alla disponibilità di acqua potabile nelle città.</p>



<h2><strong>I ghiacciai: torri d’acqua del pianeta</strong></h2>



<p class="is-style-default">I ghiacciai sono spesso definiti <strong><em>water towers</em></strong>, torri d’acqua del pianeta, poiché agiscono come riserve d’acqua naturali, accumulando neve in inverno e rilasciando acqua durante i mesi estivi e nei periodi di siccità.&nbsp; Tuttavia, il riscaldamento globale sta alterando questo equilibrio: la fusione accelerata porta a un aumento temporaneo della portata dei fiumi, ma nel lungo termine si traduce in una riduzione drastica delle risorse idriche disponibili.</p>



<h4><strong>Nessunə esclusə&nbsp;</strong></h4>



<p class="is-style-default">La scomparsa dei ghiacciai non riguarda solo le regioni montuose e i loro abitanti, poiché i grandi fiumi generati dalla fusione glaciale alimentano pianure, città e aree agricole fondamentali per l’economia globale. Ad esempio, in Italia, i ghiacciai alpini sono una risorsa idrica cruciale per l’approvvigionamento d’acqua nelle regioni settentrionali. I nevai e ghiacciai alimentano i fiumi Po, Adige e Dora Baltea, che sostengono milioni di persone e gran parte del settore agricolo del Nord Italia, e la loro eccessiva fusione sta già causando una diminuzione della portata dei fiumi, con ripercussioni sulle risorse idriche disponibili per l’irrigazione, il consumo umano e la produzione energetica.<br><br>Se vuoi scoprire di più sulla salvaguardia dei ghiacciai e sul progetto DOWNSTREAM di POW, puoi <em><a rel="noreferrer noopener" href="https://momentous-radar-b42.notion.site/Eventi-POW-IT-2025-1853e542fc59800b8dd6ca86f74e91dd" target="_blank">trovare la proiezione</a> di DOWNSTREAM più vicina a te</em>, <em><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/protectourwintersitalia/?hl=en" target="_blank">seguirci</a> su Instagram</em> o <em><a rel="noreferrer noopener" href="https://downstream.protectourwinters.eu/" target="_blank">guardare</a> DOWNSTREAM su YouTube</em>.</p>



<h2><strong>Un problema globale&nbsp;</strong></h2>



<p class="is-style-default">Spostando lo sguardo al di fuori dei confini nazionali, la situazione non cambia e addirittura, in molti casi, si complica.&nbsp;<br><br>Tra i casi più eclatanti della connessione tra le terre alte e le pianure che ospitano grandi città, c’è quello del <strong>fiume Indo, </strong>in Pakistan e India. Questo<strong> </strong>riceve la maggior parte della sua portata durante la stagione secca dalla fusione di neve e ghiaccio e sostiene oltre 200 milioni di persone con acqua utilizzata per l’irrigazione, il consumo umano e la produzione di energia idroelettrica. Tuttavia, con il previsto picco di fusione entro il 2050, le riserve d’acqua diminuiranno drasticamente, aggravando la crisi idrica.<br><br>Una situazione simile si osserva in India, Bangladesh, Cina, dove gli impatti dell’arretramento dei ghiacci sulla portata del fiume <strong>Brahmaputra</strong>, alimentato per il 25% dalla fusione glaciale, mette a rischio una risorsa vitale per oltre 150 milioni di persone. Mentre il declino del <strong>fiume Gange, </strong>di cui circa il 20% della portata stagionale dipende dai ghiacciai, mette a rischio la sicurezza idrica di oltre 500 milioni di persone e ne minaccia la produzione agricola.</p>



<h4><strong>L’aumento del livello del mare</strong></h4>



<p class="is-style-default">Oltre a modificare i cicli idrologici e ridurre la disponibilità di acqua dolce, la fusione dei ghiacciai contribuisce in modo significativo <strong>all’innalzamento del livello del mare.</strong> Il ritiro dei ghiacciai montani e, soprattutto, la fusione delle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide stanno già causando un aumento del livello degli oceani. Questo fenomeno minaccia direttamente le aree costiere, con conseguenze devastanti come l’erosione del suolo, l’intrusione salina nelle falde acquifere e la perdita di habitat per milioni di persone.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>L’Italia, con oltre 7.000 km di coste, è particolarmente <strong>vulnerabile</strong> all’innalzamento del livello del mare. </p></blockquote>



<p class="is-style-default">Città come <strong>Venezia</strong>, già alle prese con fenomeni di acqua alta sempre più frequenti, rischiano di subire danni irreversibili. Anche altre zone costiere, come il<strong> Delta del Po </strong>e le <strong>coste adriatiche</strong>, potrebbero subire <strong>alluvioni più frequenti e un progressivo arretramento della linea di costa</strong>. L’intrusione dell’acqua salata nei fiumi e nelle falde acquifere potrebbe compromettere le risorse idriche per l’agricoltura e il consumo umano.</p>



<h3><strong>Agricoltura e sicurezza alimentare a rischio</strong></h3>



<p class="is-style-default">L’agricoltura è uno dei settori più colpiti dalla riduzione dell’acqua dolce disponibile: la <strong>diminuzione della portata dei fiumi significa meno acqua per l’irrigazione,</strong> con conseguenze devastanti sulla produzione di cereali e altre colture essenziali.<br><br>In Italia,<strong> il bacino del Po è essenziale per l’agricoltura del nord,</strong> che rappresenta il cuore della produzione di riso, frumento e ortaggi del Paese. La riduzione delle risorse idriche sta mettendo sotto pressione gli agricoltori, con sempre più frequenti razionamenti e necessità di adottare tecniche di irrigazione più efficienti. L’aumento della salinizzazione del terreno, dovuto alla combinazione di una minore portata del fiume e dell’innalzamento del livello del mare, sta già danneggiando le colture nelle zone costiere della Pianura Padana.</p>



<h3><strong>Non solo agricoltura: conseguenze per la vita quotidiana</strong></h3>



<p class="is-style-default">Anche le città stanno affrontando il problema della scarsità d’acqua. Dalla Svizzera al Perù, molte metropoli dipendono dalla fusione stagionale dei ghiacciai per il rifornimento idrico. <strong>Se queste riserve scompaiono, l’accesso all’acqua potabile diventa più difficile</strong>, con impatti diretti sulla qualità della vita urbana, come razionamenti dell’acqua, limitazioni nei consumi industriali e possibili conflitti per la gestione delle risorse idriche.<br><br><strong>Milano</strong>, <strong>Torino</strong> e <strong>Bologna</strong>, così come altre grandi città del Nord Italia, <strong>dipendono dalle risorse idriche alpine</strong>. La riduzione della disponibilità d’acqua sta già portando a limitazioni per l’irrigazione urbana, l’industria e l’uso domestico. Nel 2022, il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per la siccità, evidenziando la crescente vulnerabilità delle città alla riduzione delle risorse idriche.</p>



<h2><strong>Un problema che riguarda tutti: il progetto DOWNSTREAM di Protect Our Winters</strong></h2>



<p class="is-style-default" style="font-size:11px">Il progetto <strong>DOWNSTREAM</strong>, promosso da Protect Our Winters, sottolinea proprio come la fusione glaciale non sia un problema confinato alle montagne, ma una crisi idrica che riguarda anche le pianure e le grandi città. <br><br>Quando i ghiacciai si riducono, i fiumi che ne dipendono vedono una drastica riduzione della loro portata estiva, mettendo a rischio milioni di persone e intere economie. <strong>Senza interventi concreti, il futuro dell’approvvigionamento idrico sarà segnato da instabilità e crisi sempre più frequenti.</strong><br><br>La fusione dei ghiacciai non è un problema distante o circoscritto alle alte quote: il suo impatto si ripercuote ovunque, dalle pianure agricole alle città, fino agli sport che amiamo praticare. È tempo di agire per proteggere le nostre risorse idriche e garantire un futuro sostenibile. <strong>L’acqua che scorre dai ghiacciai alimenta la vita di miliardi di persone: senza di essa, il nostro mondo sarà radicalmente diverso.</strong></p>



<p class="is-style-default">________________________________________________________________________</p>



<p class="is-style-intro"><em>Questo articolo fa parte di una serie di  contenuti scritti da Sofia Farina, PhD in Fisica dell&#8217;Atmosfera e EU Climate Pact Ambassador con il supporto di POW Italy in occasione dell&#8217;Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai istituita dall&#8217;UNESCO.  Tramite la divulgazione scientifica, vogliamo condividere e aprire una conversazione sull&#8217;importanza e il ruolo dei ghiacciai per le nostre vite quotidiane, la società, l&#8217;ambiente e l&#8217;economia.</em></p>



<p class="is-style-intro"><em>Se vuoi scoprire di più sulla salvaguardia dei ghiacciai e sul progetto DOWNSTREAM di POW, puoi</em>:</p>



<ul><li><em><a rel="noreferrer noopener" href="https://momentous-radar-b42.notion.site/Eventi-POW-IT-2025-1853e542fc59800b8dd6ca86f74e91dd" target="_blank">trovare la proiezione</a> di DOWNSTREAM più vicina a te</em></li><li><em><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/protectourwintersitalia/?hl=en" target="_blank">seguirci</a> su Instagram </em></li><li><em><a rel="noreferrer noopener" href="https://downstream.protectourwinters.eu/" target="_blank">guardare</a> DOWNSTREAM su YouTube</em></li></ul>
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		<title>Oggi inizia l&#8217;Anno Internazionale per la Salvaguardia dei Ghiacciai 2025 di UNESCO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 07:33:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[I ghiacciai stanno scomparendo. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato. Il momento di agire è ora. Siamo a un punto di svolta. Il ghiaccio che ha modellato i nostri paesaggi, le nostre culture e i nostri sistemi idrici per millenni sta svanendo sotto i nostri occhi. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il [&#8230;]]]></description>
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<p class="is-style-intro"><strong>I ghiacciai stanno scomparendo. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato. Il momento di agire è ora.</strong></p>



<p class="is-style-default">Siamo a un punto di svolta. Il ghiaccio che ha modellato i nostri paesaggi, le nostre culture e i nostri sistemi idrici per millenni sta svanendo sotto i nostri occhi. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2025 come l’Anno Internazionale per la Salvaguardia dei Ghiacciai (IYGP), e Protect Our Winters (POW) è pronta a fare in modo che non sia solo un altro titolo di giornale—ma un anno di azione concreta.</p>



<h2><strong>Perché il 2025? Perché adesso?</strong></h2>



<p class="is-style-default">L’ultimo decennio ci ha ricordato senza tregua che la crisi climatica non è una minaccia lontana. Lo scorso anno, <strong>i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 10% del loro volume residuo in appena due estati</strong>. L’Himalaya, le Montagne Rocciose, le Ande—nessuna catena montuosa è stata risparmiata. Quando i ghiacciai scompaiono, portano con sé le riserve di acqua dolce per miliardi di persone, la stabilità di interi ecosistemi e il patrimonio culturale delle comunità montane.</p>



<p class="is-style-default">Eppure, c’è speranza. La volontà politica cresce e l’azione climatica accelera, ma non abbastanza in fretta. È qui che POW (e tu) entrate in gioco.</p>



<h2><strong>La nostra campagna: trasformare la consapevolezza in azione</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-unesco-ghiacciai-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16791" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-unesco-ghiacciai-1-1024x576.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-unesco-ghiacciai-1-980x551.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-unesco-ghiacciai-1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="is-style-default">Dal 21 marzo, POW lancerà una campagna di cinque settimane per chiedere azioni concrete per la salvaguardia dei ghiacciai. Questa data coincide con la celebrazione della prima <a href="https://www.notion.so/14683651230f4a09b959b6ea232feaab?pvs=21">Giornata Mondiale dei Ghiacciai e l’evento centrale della Giornata Mondiale dell’Acqua</a>, un evento di alto livello che si terrà presso la sede delle Nazioni Unite a New York, con una proiezione speciale di <a href="https://downstream.protectourwinters.eu/">DOWNSTREAM</a>, un progetto congiunto di scienza e cinema che esplora gli effetti a lungo raggio della perdita dei ghiacciai.</p>



<h2><strong>Cosa sta facendo POW?</strong></h2>



<p class="is-style-default">I nostri principali obiettivi per questa campagna sono:</p>



<p class="is-style-default">1. <strong>Aumentare la consapevolezza</strong> – Diffondere la scienza, le storie e l’urgenza legata alla perdita dei ghiacciai e all’importanza della loro tutela, attraverso proiezioni, social media ed eventi globali.</p>



<p class="is-style-default">2. <strong>Rafforzare la conoscenza scientifica</strong> – Collaborare con esperti per colmare il divario tra dati e decisioni politiche.</p>



<p class="is-style-default">3. <strong>Potenziare i quadri normativi</strong> – Portare il nostro messaggio direttamente ai decisori politici presso il <strong>Parlamento Europeo, le Nazioni Unite e i vertici globali sul clima</strong>.</p>



<p class="is-style-default">4. <strong>Promuovere l’azione</strong> – Fornire alle comunità il <a href="https://protectourwinters.fr/la-voix-des-glaciers/">kit La Voce dei Ghiacciai</a> per organizzare eventi e far sentire la propria voce.</p>



<h2><strong>Come puoi partecipare?</strong></h2>



<p class="is-style-default">I ghiacciai non hanno voce, ma noi sì. Attraverso lo storytelling, l’attivismo e l’azione diretta, POW si sta assicurando che il 2025 sia un punto di svolta—non solo un’altra statistica.</p>



<p class="is-style-default"><strong>📢 Ecco cosa puoi fare TU:</strong></p>



<p class="is-style-default">✅ Guarda <a href="https://downstream.protectourwinters.eu/">DOWNSTREAM</a> &#8211; o aspetta la proiezione più vicina a te. <a href="https://momentous-radar-b42.notion.site/Eventi-POW-IT-2025-1853e542fc59800b8dd6ca86f74e91dd?pvs=74" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca qui</a> per visualizzare la lista di eventi 2025 di POW Italy.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="DOWNSTREAM - A Protect Our Winters Film" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/_5YwVzqxRi0?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="is-style-default">✅ Condividi il nostro messaggio e diffondilo. Tagga <a href="https://www.instagram.com/protectourwinterseurope/">@protectourwinterseurope</a> e, se applicabile, il tuo chapter locale di POW. Gli hashtag della campagna sono #glacierpreservation #glaciers2025 #IYGP2025</p>



<p class="is-style-default">✅ Chiedi ai politici di agire. Mostra loro che la salvaguardia dei ghiacciai non è un’opzione—è una necessità.</p>



<p class="is-style-default">Il tempo sta scadendo. Ma insieme possiamo fare la differenza.</p>
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		<title>&#8220;Il riassuntone&#8221;: Nuovo Direttivo per POW Italy e un&#8217;importante nomina nella Federazione Ambientalisti Alto Adige!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 17:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mese di febbraio ha portato grandi novità per Protect Our Winters Italy. Con il rinnovo del nostro Consiglio Direttivo e la nomina di un nostro membro all’interno della Federazione Ambientalisti Alto Adige, continuiamo a rafforzare il nostro impegno nella tutela della montagna e nella lotta al cambiamento climatico. Un nuovo capitolo per POW Italy [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="is-style-default">Il mese di febbraio ha portato grandi novità per Protect Our Winters Italy. Con il rinnovo del nostro Consiglio Direttivo e la nomina di un nostro membro all’interno della Federazione Ambientalisti Alto Adige, continuiamo a rafforzare il nostro impegno nella tutela della montagna e nella lotta al cambiamento climatico.</p>



<h2>Un nuovo capitolo per POW Italy</h2>



<p class="is-style-default">Lo scorso <strong>19 febbraio</strong>, durante la nostra <strong>Assemblea Generale Annuale</strong>, abbiamo ufficializzato il rinnovo del Consiglio Direttivo di POW Italy, segnando un importante passaggio di testimone.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Sofia Farina</strong> ha concluso il suo mandato come Presidente, lasciando il ruolo ad <strong>Agnese Moroni</strong>, che da tempo fa parte della nostra famiglia, in particolare all’interno della <strong>Science Alliance</strong>. Agnese vive a <strong>Bolzano</strong>, città dove ha sede ed è nata POW Italy, e lavora come <strong>ricercatrice al Centro Eurac</strong>. La sua attività si concentra su tematiche chiave per la nostra associazione, tra cui il progetto <strong>Beyond Snow</strong>, che immagina il futuro delle Alpi senza neve e lavora con paesi e località sciistiche per adattarsi ai cambiamenti climatici. Il suo impegno in questo campo è stato recentemente premiato, e siamo certi che la sua esperienza sarà preziosa per guidare POW Italy in questa nuova fase!</p>



<p class="is-style-default">Accanto a lei, nel ruolo di <strong>Segretario</strong>, è stato eletto <strong>Morris Ferrari</strong>, che molti di voi conoscono già come responsabile della <strong>Athletes Alliance</strong>. Morris vive in <strong>Alto Adige</strong> ed è profondamente connesso al mondo degli <strong>sport invernali</strong> della provincia.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-default"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUd32qwypIzVupB_BygyclwSVAQDPryOA0QNSrfqyZlW7t39WTp30r2UEzHP8PyRVd-BGUeJMBjMHNv7shl0qeQrrvdi5UwD7xtzh1gk_4hqJeR1u5mTgYIJ6sW7qBntj1ZHNB7EC2vMnQpzre_S_xs=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-intro"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUdMzMqtz6-FgJzGGzMuQyXnJrc9h5aVhbDgb0L0MFG7aMbdEDQYn7EOdQ3e3StOIiyhfNraDUkIFflQiVK17ObzCuGbcvO6GVp7Aln_sB5XdYt0P8BG9BmDHro-pmYA9aTNwk0y5AZuMzCtVdl1Qws=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-intro"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUdzuzs6DRki-o4nPgXTpPU6n07dsMoPS3JRkVlJqSrV7U7pFYgYh7eFg_5bc24BMrgZod78ViYNUpdJ9AVVLhJPBPEGe-b-Q0mnQs80Wbcd07DV4DekH9z7sC0qySGEM2qJAfxEwh98b_bm9d6ATkU=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>
</div>
</div></div>



<p class="has-text-align-center is-style-default"><em>Da destra: Martina Russo, <meta charset="utf-8">Agnese Moroni, <meta charset="utf-8">Morris Ferrari</em></p>



<p class="is-style-default">A completare il team, <strong>Martina Russo</strong>, che continua nel suo ruolo di v<strong>icepresidente</strong>, mantenendo la carica assunta lo scorso anno.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Grazie a Sofia</strong> per il suo lavoro e per la passione con cui ha guidato POW Italy fino ad oggi. E un grande <strong>in bocca al lupo</strong> ad Agnese, Morris e Martina per questa nuova avventura!</p>



<h2>Un membro di POW nel direttivo della Federazione Ambientalisti Alto Adige</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16724" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="is-style-default">Oltre ai cambiamenti interni alla nostra associazione, siamo entusiasti di condividere un’altra importante novità: un nostro membro è entrato nel <strong>Consiglio Direttivo della Federazione Ambientalisti Alto Adige</strong>!</p>



<p class="is-style-default">Lo scorso <strong>21 febbraio</strong>, la Federazione ha tenuto la sua <strong>Assemblea Generale Annuale</strong> a Bolzano, eleggendo i nuovi organi direttivi. La presidenza è passata da <strong>Josef Oberhofer</strong> a <strong>Elisabeth Ladinser</strong>, avvocata con una lunga esperienza nel mondo delle associazioni ambientaliste.</p>



<p class="is-style-default">La Federazione gioca un ruolo chiave nel <strong>coordinamento delle associazioni ambientaliste</strong> dell’Alto Adige, ampliando costantemente la propria rete per affrontare con maggiore forza le sfide legate alla <strong>politica climatica, alla tutela della biodiversità e alla protezione del nostro territorio</strong>. L’ingresso di un nostro rappresentante nel direttivo è un segnale importante del crescente peso di POW Italy nel dibattito ambientale locale.</p>



<p class="is-style-default">Siamo felici di poter contribuire attivamente a questa rete e di poter portare la nostra esperienza e prospettiva all’interno di un’istituzione così importante.</p>



<h2>Assemblea Generale 2025: non é ancora finita</h2>



<p class="is-style-intro">Oltre ad aver condiviso i bilanci di POW Italy per il 2024, precisando quanto è stato investito in quali progetti, le uscite, le entrate e tutto il resto, abbiamo fatto un riassunto del 2024, che inevitabilmente rappresenta un punto di partenza per l&#8217;anno a venire. Non sarà facile superarci, dato che:</p>



<ul><li>Abbiamo organizzato oltre <strong>30 eventi su tutto l’arco alpino</strong>, affiancati da due eventi di advocacy fuori dall’Italia. </li><li>La rete di volontariə si è ampliata e ci ha permesso di <strong>creare ben quattro hub territorial</strong>i.</li></ul>



<ul><li>Nella prima parte dell’anno, abbiamo portato avanti la campagna legata alle elezioni europee, intitolata <strong>&#8220;Ride, Bike, Climb, Vote&#8221;</strong>, con cui abbiamo collegato sport e attivismo, invitando la community outdoor a partecipare attivamente al dibattito politico e a sostenere politiche climatiche ambiziose. </li><li>Solo nel mese di settembre, abbiamo lavorato sulla <strong>mobilità a basse emissioni</strong> grazie a una grande collaborazione della comunità, che ci ha permesso di raccogliere oltre <strong>500 risposte al sondaggio</strong> che abbiamo creato per comprendere meglio le necessità degli spostamenti outdoor, e di registrare ben <strong>34.000 km di</strong> pedalate nel club di POW su <em>Strava</em> durante il Mobility Month 2024 di POW></li></ul>



<ul><li>Grazie al magnifico lavoro di volontariə in diverse regioni, abbiamo portato avanti il programma <strong>Hot Planets, Cool Athletes</strong> portando l’attivismo climatico nelle scuole tramite la voce di atletə e scienziatə!</li></ul>



<p class="is-style-intro"></p>



<p class="is-style-intro">Grazie a tuttǝ quellǝ che hanno partecipato! Ricordiamo che é possibile partecipare alla prossima Assemblea Generale, votare ed essere informati su quello che c&#8217;é dietro l&#8217;attività di questa organizzazione <a href="https://protectourwinters.it/tu-pow/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diventando membrǝ</a> &#8211; ci vogliono solo 5 minuti, e se ti unissi a noi, per il nostro lavoro farebbe una differenza inimmaginabile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ghiacciai e Cambiamento Climatico: Perchè il 2025 è l&#8217;anno della loro difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 15:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2025 è stato dichiarato “Anno internazionale per la protezione dei ghiacciai”: perché? Come stanno i ghiacciai? L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è un’occasione cruciale per sensibilizzare il mondo sulla crisi glaciale. Scopriamo qual è lo stato di salute dei ghiacciai, come facciamo a saperlo e come possiamo agire per preservare questi ecosistemi [&#8230;]]]></description>
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<p class="is-style-intro"><strong>Il 2025 è stato dichiarato “Anno internazionale per la protezione dei ghiacciai”: perché? Come stanno i ghiacciai?</strong></p>



<p class="is-style-default"><em>L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è un’occasione cruciale per sensibilizzare il mondo sulla crisi glaciale. Scopriamo qual è lo stato di salute dei ghiacciai, come facciamo a saperlo e come possiamo agire per preservare questi ecosistemi essenziali.</em></p>



<p class="is-style-default">Il 2025 è stato dichiarato dall’UNESCO l’<strong>Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai.</strong> Ma perché i ghiacciai hanno bisogno di protezione? La risposta è semplice quanto allarmante: i ghiacciai stanno scomparendo a una velocità senza precedenti, mettendo a rischio ecosistemi, risorse idriche e comunità che dipendono da essi. Questo fenomeno, direttamente collegato al cambiamento climatico, richiede un’attenzione globale e misure immediate per cercare di mitigare il loro declino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16695" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-980x551.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>La variazione di massa dei ghiacciai nel mondo dal 1950. Fonte: World Glacier Monitoring Service</em></figcaption></figure>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Lo stato di salute dei ghiacciai</strong></h2>



<p class="is-style-default">A livello globale, il trend è chiaro: i ghiacciai si stanno ritirando e la loro massa è in continuo calo. Secondo il Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS), <strong>dal 1960 ad oggi i ghiacciai hanno perso oltre 9.000 miliardi di tonnellate di ghiaccio</strong>, un volume sufficiente a coprire l’intera superficie dell’Italia con uno strato di ghiaccio spesso più di 30 metri, oppure a riempire il Lago di Garda più di 60 volte.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Anche in Italia la situazione è critica</strong>: il Comitato Glaciologico Italiano riporta che negli ultimi 150 anni i ghiacciai alpini hanno perso oltre il 50% della loro superficie, e solo negli ultimi vent’anni la velocità di riduzione è più che raddoppiata. <strong>Tra i ghiacciai più colpiti</strong> (e più studiati, per varie ragioni) vi è la Marmolada, il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, che<strong> ha perso oltre l’80% del suo volume</strong> rispetto al 1900. Oggi la sua estensione è ridotta a meno di 2 chilometri quadrati, e le proiezioni indicano che potrebbe scomparire completamente entro il 2040, se il trend attuale continuerà.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/La-riduzione-del-ghiacciaio-della-Marmolada-dal-1880-al-2015-in-16-secondi.mp4"></video><figcaption>fonte: Università di Padova</figcaption></figure>



<p class="is-style-default">Secondo gli scenari climatici attuali, si stima <strong>che entro la fine del secolo le Alpi potrebbero essere quasi completamente prive di ghiacciai</strong>. La velocità con cui si sta verificando questo processo è preoccupante: alcuni studi recenti indicano che la perdita di ghiaccio si è triplicata dal 2000 ad oggi, accelerando con il riscaldamento globale. Ogni estate i ghiacciai alpini perdono miliardi di metri cubi di ghiaccio, un volume che potrebbe riempire centinaia di volte il Colosseo.</p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Perché un Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai?</strong></h2>



<p class="is-style-default">L’iniziativa dell’UNESCO nasce dalla <strong>necessità di accendere i riflettori</strong> su un’emergenza che spesso viene sottovalutata. I ghiacciai, oltre a essere spettacolari monumenti della natura, svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio climatico e nella regolazione delle risorse idriche. La loro fusione non è solo una perdita paesaggistica, ma una trasformazione irreversibile con conseguenze devastanti.</p>



<p class="is-style-default"><strong>L’aumento del livello del mare è una delle conseguenze più dirette e drammatiche</strong>: lo scioglimento dei ghiacciai rilascia enormi quantità di acqua negli oceani, contribuendo all’innalzamento delle acque e mettendo in pericolo città costiere e isole. Ma non è solo una questione di mari: molte comunità e interi settori economici dipendono dall’acqua che i ghiacciai forniscono nel corso dell’anno, e la loro scomparsa sta già provocando problemi di approvvigionamento idrico in diverse regioni. <strong>Anche gli ecosistemi montani sono profondamente minacciati</strong>: senza ghiacciai, la biodiversità delle zone alpine subisce trasformazioni irreversibili, alterando il delicato equilibrio tra flora e fauna che dipendono da questi ambienti.</p>



<p class="is-style-default">L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai rappresenta quindi <strong>un momento chiave per mobilitare governi, istituzioni e cittadini</strong>, affinché si adottino misure concrete per ridurre le emissioni di gas serra e sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Non è solo una questione ambientale, ma una sfida globale che riguarda il nostro futuro e quello delle generazioni a venire.</p>



<p class="is-style-intro"></p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Come sappiamo che i ghiacciai stanno male? Il ruolo del monitoraggio</strong></h2>



<p class="is-style-default">Lo studio dei ghiacciai avviene attraverso il monitoraggio scientifico, che ha radici storiche e oggi si avvale di strumenti avanzati. In Italia, il Comitato Glaciologico Italiano e altre istituzioni effettuano rilievi regolari sin dalla fine dell’Ottocento. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, le metodologie di monitoraggio includono:</p>



<ul><li><strong>Misurazioni sul campo:</strong> gli scienziati effettuano rilievi manuali della superficie e dello spessore del ghiacciaio.</li><li><strong>Osservazioni satellitari:</strong> permettono di analizzare variazioni di volume e superficie su larga scala.</li><li><strong>Utilizzo di droni:</strong> strumenti sempre più utilizzati per la mappatura dettagliata dei ghiacciai.</li><li><strong>Modelli climatici e simulazioni:</strong> proiezioni che aiutano a prevedere il futuro andamento del ritiro dei ghiacciai.</li></ul>



<p class="is-style-default">L’analisi di questi dati permette di comprendere meglio il ritmo del cambiamento e di individuare le aree più vulnerabili, consentendo di sviluppare strategie di mitigazione più efficaci.</p>



<p class="is-style-intro"></p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Il bilancio di massa: l’indicatore chiave della salute di un ghiacciaio</strong></h2>



<p class="is-style-default">Uno dei metodi più importanti per valutare la condizione di un ghiacciaio è il calcolo del bilancio di massa, ovvero la differenza tra l’accumulo di neve e la perdita di ghiaccio in un determinato anno. Se il bilancio è negativo, significa che il ghiacciaio sta perdendo più ghiaccio di quanto ne accumuli.</p>



<p class="is-style-default">Le misurazioni del bilancio di massa vengono effettuate alla fine dell’estate, quando la stagione di fusione è terminata, e vengono condotte attraverso diverse tecniche:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="674" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-1024x674.png" alt="" class="wp-image-16697" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-980x645.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-480x316.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>fonte: Comitato Geologico Italiano</em></figcaption></figure>



<ul><li><strong>Carotaggi della neve:</strong> permettono di analizzare gli strati di neve accumulati.</li><li><strong>Misurazioni di spessore:</strong> utilizzando aste glaciologiche piantate nel ghiaccio per monitorare la perdita o l’accumulo.</li><li><strong>Rilievi radar e GPS:</strong> strumenti utili per ottenere una visione più ampia della variazione di massa.</li></ul>



<p class="is-style-default">Il monitoraggio del bilancio di massa è cruciale per prevedere la sopravvivenza dei ghiacciai nel tempo e fornire dati utili per le politiche ambientali.</p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Proteggere i ghiacciai per proteggere il nostro futuro</strong></h2>



<p class="is-style-default">L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è <strong>un’opportunità per promuovere politiche di mitigazione del cambiamento climatico</strong> e <strong>sensibilizzare l’opinione pubblica</strong> sulla necessità di agire subito. La riduzione delle emissioni, la tutela delle risorse idriche e la conservazione degli ecosistemi montani sono azioni fondamentali per rallentare la scomparsa dei ghiacciai e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.</p>



<p class="is-style-default">Ognuno di noi può contribuire alla protezione dei ghiacciai: ridurre il proprio impatto ambientale, sostenere iniziative di conservazione e diffondere consapevolezza sono passi essenziali per preservare questi preziosi ecosistemi. Solo con un impegno collettivo possiamo sperare di invertire la rotta e garantire un futuro per i ghiacciai e per tutti coloro che da essi dipendono.</p>



<p class="is-style-intro"></p>
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