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	<title>Non categorizzato | Protect Our Winters Italy</title>
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	<title>Non categorizzato | Protect Our Winters Italy</title>
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		<title>Mobility Month 2025: ecco come la comunità outdoor (e non solo) utilizza i mezzi di trasporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 08:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia parlare di mobilità sostenibile significa spesso parlare di città. Piste ciclabili urbane, zone a traffico limitato, trasporto pubblico locale. Ma c’è un pezzo importante di Paese – fatto di aree interne, vallate, montagne, luoghi naturali – che resta ai margini di questo racconto. Ed è proprio lì che molti di noi vanno per [&#8230;]]]></description>
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<p>In Italia parlare di mobilità sostenibile significa spesso parlare di città. Piste ciclabili urbane, zone a traffico limitato, trasporto pubblico locale. Ma c’è un pezzo importante di Paese – fatto di aree interne, vallate, montagne, luoghi naturali – che resta ai margini di questo racconto. Ed è proprio lì che molti di noi vanno per praticare sport outdoor, ritrovare spazi di libertà, riconnettersi con la natura. Ed è lì che, molto spesso, l’auto sembra l’unica opzione possibile.</p>



<p>Da questa contraddizione nasce il <strong>Mobility Month 2025 di Protect Our Winters Italy</strong>: un mese per parlare di mobilità a basso impatto non in astratto, ma a partire da una domanda semplice e scomoda. Come ci muoviamo davvero quando andiamo a fare ciò che amiamo? E soprattutto: <strong>scegliamo l’auto perché ci piace, o perché non abbiamo alternative?</strong></p>



<p><meta charset="utf-8"><em>Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale scorrendo in fondo all&#8217;articolo.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>La domanda da cui siamo partiti</strong></h2>



<p>L&#8217;imbottigliamento nel traffico di una valle il sabato mattina e la consueta spaesatezza in cui si cade alla ricerca di un parcheggio appena arrivatǝ sono davvero qualcosa che si è dispostǝ a sopportare pur di scappare dall&#8217;ambiente urbano?</p>



<p>Oppure utilizziamo l’auto perché, oggi, è spesso l’unico mezzo che garantisce libertà di orari, flessibilità, possibilità di trasportare attrezzatura e raggiungere luoghi che i mezzi pubblici non servono – o servono male?</p>



<p>Il sondaggio lanciato da POW Italy durante il Mobility Month 2025 nasce esattamente da qui: <strong>capire quali sono i limiti reali del sistema di mobilità e dove, invece, esiste spazio per cambiare.</strong></p>



<p>In un mese hanno risposto al sondaggio lanciato il l&#8217;1 ottobre <strong>oltre 1.000 persone</strong> della community outdoor italiana. Un numero che, da solo, racconta quanto questo tema sia sentito.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Un mese di storie, dati e scelte quotidiane</strong></h2>



<p>Per tutto il mese abbiamo condiviso tre storie di tre personaggi vicinǝ a POW, grazie alla loro mentalità o il loro lavoro <meta charset="utf-8"> –  come Ade, volontaria per POW Italy sul suo territorio, il Piemonte. Abbiamo scelto Ade, Pierre e Dade perchè sono esempi concreti di come – quando possibile – la mobilità a basso impatto possa entrare nella vita quotidiana di chiunque. Abbiamo parlato di dati, di emissioni, di abitudini di spostamento. E poi abbiamo chiesto alla community di fare una cosa semplice ma potente: <strong>raccontarci come si muove davvero</strong>.</p>



<p>Rispondere a un sondaggio richiede tempo, attenzione, onestà. È anche un atto di fiducia. Per questo, prima di tutto, questo lavoro è un modo per restituire valore a chi ha partecipato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Cinque cose che abbiamo imparato insieme</strong></h2>



<p>La Science Alliance, la coalizione di POW Italy di scienziate, scienziati, esperti ed esperte per due mesi ha analizzato i dati raccolti <meta charset="utf-8"> – da cui sono emersi alcuni messaggi chiave, chiari e coerenti.</p>



<h3><strong>1. La crisi climatica conta, eccome.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="923" height="652" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1.png" alt="" class="wp-image-18011" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1.png 923w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-300x212.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-768x543.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-400x284.png 400w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-480x339.png 480w" sizes="(max-width: 923px) 100vw, 923px" /></figure>



<p>La community outdoor è altamente consapevole: la crisi climatica influenza concretamente le scelte quotidiane e c’è una richiesta forte e trasversale affinché adattamento e mitigazione siano centrali nelle politiche pubbliche.</p>



<h3><strong>2. L’auto resta il mezzo più utilizzato.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="859" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1024x859.png" alt="" class="wp-image-18013" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1024x859.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-300x252.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-768x644.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1536x1288.png 1536w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1080x906.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1280x1074.png 1280w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-980x822.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-480x403.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM.png 1774w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non per disinteresse ambientale, ma per necessità. Libertà di orari, rapidità, flessibilità e trasporto dell’attrezzatura sono fattori decisivi. Quando si va in montagna o in aree naturali, spesso non esistono alternative comparabili.</p>



<h3><strong>3. Traffico e parcheggi rovinano l’esperienza outdoor.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="608" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1024x608.png" alt="" class="wp-image-18015" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1024x608.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-300x178.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-768x456.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1080x641.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1280x760.png 1280w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-980x582.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-480x285.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM.png 1334w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non è solo una questione ambientale. Per molte persone traffico, auto e parcheggi pieni compromettono direttamente la qualità dell’esperienza nei luoghi naturali.</p>



<h3><strong>4. La disponibilità al cambiamento c’è.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="483" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1024x483.png" alt="" class="wp-image-18021" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1024x483.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-300x142.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-768x362.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1080x510.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-980x462.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-480x226.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2.png 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oltre il 60% delle persone si dice disposto a cambiare mezzo di trasporto se questo riducesse traffico e affollamento nelle località outdoor. Non è resistenza al cambiamento: è mancanza di condizioni.</p>



<h3><strong>5. Il vero problema è &#8220;the last mile&#8221;</strong>, <strong>l’ultimo miglio (e le informazioni).</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1024x512.png" alt="" class="wp-image-18023" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1024x512.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-300x150.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-768x384.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1080x540.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-980x490.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-480x240.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM.png 1108w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Collegamenti mancanti, orari incompatibili, tempi di viaggio troppo lunghi e difficoltà nei cambi, prezzo dei biglietti calmierato. Le persone sarebbero disposte a investire, se il servizio fosse all’altezza.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background has-cyan-bluish-gray-background-color has-cyan-bluish-gray-color"/>



<h2><strong>Sappiamo cosa serve, ma non ci sentiamo ascoltati</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="565" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1024x565.png" alt="" class="wp-image-18025" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1024x565.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-300x166.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-768x424.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1080x596.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-980x541.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-480x265.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM.png 1138w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>C’è però una frattura che emerge con forza. La maggior parte delle persone non ritiene che le esigenze di mobilità del proprio territorio vengano davvero considerate dai decisori politici. E molti non si sentono parte di una community capace di influenzare un cambiamento reale.</p>



<p>Eppure, i dati raccontano il contrario: <strong>la volontà di esserci, di partecipare, di fare la propria parte esiste</strong>. Manca spesso uno spazio che trasformi questa disponibilità individuale in voce collettiva.</p>



<p>Ed è qui che campagne come il Mobility Month diventano fondamentali.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Perché questa campagna conta davvero</strong>?</h2>



<p>Il Mobility Month 2025 non è stato solo un esercizio di raccolta dati. È stato un momento di <strong>attivazione</strong>.</p>



<p>Attivazione significa creare massa critica. Significa dimostrare che il problema non è la mancanza di sensibilità, ma la mancanza di alternative credibili. L’obiettivo di POW Italy, nel lungo periodo, è proprio questo: <strong>esplorare e promuovere soluzioni di mobilità che siano comparabili all’auto in termini di comodità percepita</strong>, ma più economiche, più rapide, più accessibili e più capillari verso le aree interne e montane.</p>



<p>Non solo per ridurre le emissioni di CO₂ o rendere il turismo più sostenibile. Ma per migliorare l’accesso allo sport outdoor, rafforzare le connessioni con le comunità montane e offrire nuove opportunità a territori storicamente marginalizzati dal trasporto pubblico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background is-style-wide" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<p>Questo sondaggio non è un punto di arrivo. È un punto di partenza.</p>



<p>Dietro ogni risposta c’è una persona che ama stare all’aria aperta e che vorrebbe farlo in modo coerente con i propri valori. Mettere insieme queste voci significa iniziare a costruire un racconto diverso: uno in cui la mobilità non è un ostacolo, ma parte della soluzione.</p>



<p>Grazie a chi ha partecipato. A chi ha condiviso, risposto, riflettuto. È da qui che nasce il cambiamento: <strong>quando una community inizia a muoversi, davvero, nella stessa direzione</strong>.</p>



<p>Grazie alla Science Alliance tutta, che offre il proprio tempo libero a supportare con dati e competenze scientifiche le idee e i progetti di POW Italy</p>



<p><em>Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale qui sotto:</em></p>



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		<title>Carovana dei Ghiacciai 2025: attraversare le Alpi per capire il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono viaggi che insegnano più di quanto mostrano. La Carovana dei Ghiacciai 2025 è stata questo: un percorso attraverso sei luoghi delle Alpi, ognuno con un ghiacciaio che cambia, un paesaggio che si modifica, un tema che emerge con forza. Mettendo insieme queste tappe, si compone una mappa del presente: un mosaico di instabilità, [&#8230;]]]></description>
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<p>Ci sono viaggi che insegnano più di quanto mostrano. La Carovana dei Ghiacciai 2025 è stata questo: un percorso attraverso sei luoghi delle Alpi, ognuno con un ghiacciaio che cambia, un paesaggio che si modifica, un tema che emerge con forza. Mettendo insieme queste tappe, si compone una mappa del presente: un mosaico di instabilità, memoria, rischio, ma anche di conoscenza e possibilità.</p>



<h2>Tappa #1: Adamello, Lombardia</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="637" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-1024x637.png" alt="" class="wp-image-17978" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-980x610.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/adamello_carovana-ghiacciai-2025-480x299.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Il nostro cammino è iniziato sul <strong>ghiacciaio del Presena</strong>, nell’area dell’Adamello. Qui il paesaggio è segnato da una contraddizione evidente: da un lato la volontà di proteggere il ghiaccio con teli geotessili, dall’altro la lunga storia di sfruttamento turistico che ha reso questo luogo un simbolo della complessità del rapporto tra montagna e società. Il Presena è una soglia: introduce la Carovana ai suoi tre elementi fondamentali – scienza, attivismo, comunità – e mostra immediatamente quanto sia difficile, oggi, conciliare conservazione e uso, eredità e futuro. L’apertura della Carovana su questo ghiacciaio ha reso evidente una cosa: la montagna richiede cura, ma anche letture nuove.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #2: <meta charset="utf-8">Aletsch, Svizzera</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17980" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/blatten_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>La seconda tappa ci ha portati nel cuore della Svizzera, sull’<strong>Aletsch</strong>, il gigante bianco delle Alpi, patrimonio UNESCO. Qui la scala cambia immediatamente. L’estensione immensa della massa glaciale e il suo ritiro rapido impongono uno sguardo più ampio, che supera i confini nazionali e diventa questione di <strong>governance</strong>. Intorno all’Aletsch la Carovana ha affrontato temi centrali: la gestione della risorsa idrica in un contesto che dipende sempre più da un ghiacciaio in perdita; l’instabilità dei versanti che accompagna lo scioglimento; la necessità di sistemi di monitoraggio e di allerta precoce condivisi; la responsabilità politica nell’agire prima che i limiti vengano superati. L’Aletsch è una lezione di dimensione: ci ricorda che il cambiamento climatico non è un fenomeno locale, ma un sistema che collega valli, nazioni, persone.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #3: <meta charset="utf-8">Ventina, Lombardia</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-17988" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-980x551.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ventina_carovana-ghiacciai-2025-1-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Rientrati in Italia, la Carovana ha raggiunto il <strong>ghiacciaio del Ventina</strong>, in Valmalenco, dove la montagna rivela un’altra faccia della crisi: l’aumento del rischio nella frequentazione. Qui il ghiacciaio diventa una lente che mostra quanto sia diventato instabile l’ambiente d’alta quota: frane più frequenti, sentieri che cambiano, morene che si muovono, acqua che scorre in modi nuovi. È un luogo che costringe a fare i conti con il presente: non basta “andare in montagna”, bisogna capire come farlo in sicurezza e con consapevolezza. La Carovana, in questa tappa, ha lavorato proprio su questo: trasformare il ghiacciaio in uno strumento educativo, un modo per riflettere collettivamente su come la montagna ci chiede di cambiare.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #4: <meta charset="utf-8">Ortles-Cevedale, Alto-Adige</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17986" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ortles-cevedale_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>La quarta tappa, a <strong>Solda</strong>, ai piedi del gruppo <strong>Ortles-Cevedale</strong>, ha riportato lo sguardo sulla dimensione culturale e storica della montagna. Queste cime custodiscono memorie profonde, naturali, alpinistiche, persino belliche, e oggi sono anche uno dei contesti più significativi per capire la trasformazione dei servizi ecosistemici. Qui la Carovana ha seguito da vicino il lavoro degli operatori del servizio glaciologico: una pratica che unisce rigore scientifico e un contatto fisico con il ghiaccio, sempre più complesso e rischioso. La montagna, in questo luogo, ci ha insegnato che la frequentazione non può più essere quella di un tempo: richiede rispetto, preparazione, e una comprensione nuova del limite.</p>



<h2><meta charset="utf-8">Tappa #5: <meta charset="utf-8"><meta charset="utf-8"><strong>Zugspitze</strong>, Germania</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17990" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/zugspitze_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Dalle montagne dell’Alto Adige siamo saliti verso la Germania, sulla <strong>Zugspitze</strong>, dove resiste l’ultimo ghiacciaio del Paese, lo <strong>Schneeferner</strong>. Anche qui, però, la parola chiave è “fine”. Fine di un ghiacciaio; fine di un’epoca geologica che pensavamo eterna; fine di un immaginario nazionale costruito sulla neve e sull’alta quota. La Carovana, in questa tappa, ha scelto di guardare non solo al ghiaccio in superficie ma anche a ciò che sta sotto: il permafrost che si degrada, la montagna che perde coesione dall’interno, la scienza d’avanguardia che studia queste trasformazioni con strumenti capaci di misurare persino le variazioni di gravità. La Zugspitze ci ha insegnato a guardare la montagna come un organismo: si muove, respira, si trasforma, e oggi si indebolisce.</p>



<h2><meta charset="utf-8"><meta charset="utf-8">Tappa #6: <span style="background-color: rgba(102, 102, 102, 0.2);">G</span><strong>hiacciaio della Ciamarella e Bessanese, Piemonte</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-17992" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-980x735.jpeg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/ciamarella_carovana-ghiacciai-2025-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>L’ultima tappa ci ha riportati in Italia, nelle <strong>Valli di Lanzo</strong>, tra la <strong>Ciamarella</strong> e la <strong>Bessanese</strong>, in un paesaggio segnato da frane, alluvioni, instabilità continua. Qui la Carovana ha chiuso il percorso riportando al centro il tema del <strong>rischio</strong> e dell’<strong>adattamento</strong>. La montagna che cambia non è solo un problema da monitorare: è una scuola. Camminando verso il Rifugio Cirié, osservando i versanti che si muovono e i torrenti che cambiano forma, abbiamo capito che ogni uscita sul campo è un esercizio di interpretazione. La montagna ci chiede attenzione, curiosità, capacità di leggere i segnali prima che diventino emergenze. E ci chiede, soprattutto, di trovare un linguaggio comune per raccontare ciò che accade.</p>



<h2>Le nostre conclusioni</h2>



<p>Guardando indietro, la Carovana dei Ghiacciai 2025 non è stata soltanto un itinerario scientifico. È stata un modo di restituire senso a ciò che ogni tappa mostrava: ghiacciai che non sono solo superfici bianche, ma <strong>sentinelle climatiche</strong>; paesaggi che cambiano e mettono in discussione i nostri modi di viverli; comunità che cercano strumenti per capire, adattarsi e partecipare. Attraversare le Alpi in questo modo significa riconoscere che la crisi climatica non è astratta: è scolpita nei versanti, nell’acqua che scende, nel ghiaccio che sparisce.</p>



<p>Se c’è una lezione finale, è questa: <strong>conoscere è già una forma di azione</strong>. E la montagna, oggi più che mai, ci invita proprio a questo: guardare, ascoltare, capire e poi agire, con la consapevolezza che il futuro delle Alpi è intrecciato al nostro.</p>
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		<title>POW Italy dialoga con i territori olimpici di Milano-Cortina 2026 e rinnova la propria posizione critica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 16:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano, 30 aprile 2025 – Nell’ambito del monitoraggio civico e ambientale delle opere collegate alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, Protect Our Winters Italy (POW Italy) ha organizzato due iniziative di osservazione partecipata e confronto, chiamate Walkscape, nei territori direttamente interessati dai cantieri olimpici: a Rasun-Anterselva (BZ) nel dicembre 2024 e a Cortina d’Ampezzo (BL) nell’aprile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Milano, 30 aprile 2025</strong> – Nell’ambito del monitoraggio civico e ambientale delle opere collegate alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, <em>Protect Our Winters Italy (POW Italy)</em> ha organizzato due iniziative di osservazione partecipata e confronto, chiamate <em>Walkscape</em>, nei territori direttamente interessati dai cantieri olimpici: a <strong>Rasun-Anterselva</strong> (BZ) nel dicembre 2024 e a <strong>Cortina d’Ampezzo</strong> (BL) nell’aprile 2025.</p>



<p>Gli incontri avevano l’obiettivo di osservare in loco l’avanzamento dei lavori infrastrutturali, raccogliere le testimonianze delle comunità locali e avviare un confronto sulle implicazioni ambientali, sociali ed economiche dell’evento olimpico (e della sua legacy) su territori alpini già fragili e sotto pressione. Tramite queste esperienze di camminata collettiva, infatti, possiamo comprendere meglio il paesaggio culturale moderno, ponendoci domande e ascoltando le storie del territorio. Le attività si sono svolte in collaborazione con realtà locali, associazioni ambientaliste, amministrazioni e gruppi civici spontanei.</p>



<div class="wp-block-file aligncenter"><a href="http://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/MC26-_-IT_Final-Position-Paper-Giochi-Olimpici-Invernali-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi: Il Position Paper di Protect Our Winters Italy sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026</a><a href="http://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/MC26-_-IT_Final-Position-Paper-Giochi-Olimpici-Invernali-2.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Rasun-Anterselva: criticità tra viabilità e governance territoriale</h2>



<p>Durante il <em>walkscape</em> in Valle di Anterselva si è discusso dell’<strong>ampliamento del centro di biathlon, della realizzazione di un nuovo bacino idrico nel bosco per l’innevamento artificiale e delle modifiche alla viabilità locale</strong>. All’incontro hanno preso parte il sindaco <strong>Thomas Schuster,</strong> insieme a rappresentanti della corrente e di precedenti amministrazioni comunali<strong>,</strong> rappresentanti del <strong>CAI Alto Adige,</strong> della <strong>Federazione degli Ambientalisti dell’Alto Adige</strong>, di <strong>Heimatpflegeverband</strong>, di <strong>Climate Action Sudtirol,</strong> l’associazione <strong>ProPusterta</strong>l, dell’<strong>Associazione Turistica Valle Anterselva</strong>, esponenti dell’amministrazione comunale, cittadinə e membri di movimenti civici critici nei confronti del progetto olimpico, oltre a rappresentanti del <em>Legacy Group</em>, incaricato di definire il riutilizzo post-evento delle infrastrutture.</p>



<p>Dal confronto pubblico tenutosi il 13 dicembre 2024 sono emerse tre questioni principali:</p>



<ul><li><strong>Partecipazione civica debole</strong>: è stata più volte evidenziata la necessità di un coinvolgimento autentico della cittadinanza nella pianificazione territoriale, in particolare rispetto a un evento di tale portata e impatto, gestito in tempi molto stretti, con fondi ingenti e spesso con scarsa trasparenza.<br></li><li><strong>Sostenibilità della mobilità</strong>: nonostante il <em>Piano Clima Alto Adige 2040</em> sottolinei la necessità di ridurre l’uso dell’auto privata, sono emerse perplessità riguardo alla portata e alla concezione delle nuove rotonde previste a Rasun-Anterselva e Valdaora, nonostante i tentativi di revisione dei progetti iniziali.<br></li><li><strong>Vincoli e opportunità</strong>: è emersa la richiesta di un maggiore confronto tra istituzioni e comunità per trovare un equilibrio tra esigenze locali, limiti ambientali e opportunità di sviluppo, nel rispetto del contesto montano.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16928" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>© Beatrice Citterio</em></figcaption></figure>



<h2>Cortina d’Ampezzo: tra trasformazioni urbanistiche e interrogativi sulla legacy</h2>



<p>A Cortina il <em>walkscape</em> si è focalizzato sulle opere legate alla Variante di Cortina, sulla gestione della nuova pista da bob e sulla riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria. All&#8217;iniziativa hanno partecipato diverse realtà locali tra cui <em>Voci di Cortina, Cortina Bene Comune, Libera Cadore, Silverio Lacedelli, Italia Nostra, Plattform Pro Pustertal, Ci Sarà un Bel Clima</em> e <em>Patagonia Cortina</em>. Significativa anche la partecipazione, seppur informale, di Michele Di Gallo della Fondazione Cortina.</p>



<p>Dal confronto sono emerse tre tematiche chiave:</p>



<ol><li><strong>Il coinvolgimento della cittadinanza nella candidatura e nella pianificazione &#8211; </strong>Le realtà civiche presenti hanno segnalato un coinvolgimento istituzionale molto limitato, testimoniato anche dalla difficoltà ad accedere alle informazioni sui progetti in corso e dalla mancata approvazione di un referendum sulla partecipazione ai Giochi. Sebbene la gestione operativa dell’evento sia affidata alla <em>Fondazione Cortina</em>, è emerso il desiderio che questa agisca in modo più rappresentativo rispetto alle istanze della popolazione residente.<br></li><li><strong>Il bilancio tra i vantaggi e gli svantaggi per la popolazione locale &#8211; </strong>Cortina, già meta turistica affermata, rischia di subire ulteriori pressioni senza benefici diffusi. Le ricadute economiche sembrano concentrate su chi opera nel turismo di fascia alta, mentre continuano a mancare investimenti nei servizi per residenti. In particolare, la riqualificazione dell’ex stazione (seppur slegata dai fondi olimpici ma che risponde al medesimo approccio alla gestione territoriale), l’assenza di interventi mirati alla risoluzione di problemi strutturali della conca cadorina (come l&#8217;instabilità idrogeologica dei versanti che impatta sulle infrastrutture e sulla viabilità locale) e i costi di gestione della nuova pista da bob vengono percepiti come elementi critici nella gestione del bene pubblico.<br></li><li><strong>La legacy che lasceranno i Giochi &#8211; </strong>La legacy per il territorio resta incerta e controversa. Al centro del dibattito vi sono le grandi opere stradali, in particolare la Variante di Cortina – un tunnel per deviare il traffico dal centro abitato – che genera opinioni contrastanti. Il rischio è che molte infrastrutture risultino sovradimensionate e scarsamente integrate con le reali esigenze della comunità, che avrebbe bisogno di un ripensamento del territorio coerente con le esigenze imposte dalle strategie di adattamento per la regione alpina e che sia in grado di rispondere agli impatti già osservati del cambiamento climatico in atto.</li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16930" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><meta charset="utf-8"><em>© Beatrice Citterio</em></figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Una posizione consolidata: un’opportunità mancata</h2>



<p>Le attività sul campo hanno confermato le criticità che POW Italy ha espresso nel documento di posizionamento <em>“Milano-Cortina 2026: un’opportunità mancata”</em>, disponibile online, in cui si sottolineano:</p>



<ul><li><strong>Scarsa trasparenza e governance debole</strong>: il coinvolgimento pubblico nei processi decisionali è stato insufficiente e molti progetti sono avanzati senza consultazioni efficaci né valutazioni ambientali approfondite e in grado di integrare strategie nazionali e globali di adattamento agli impatti del cambiamento climatico.<br></li><li><strong>Impatto ambientale e mobilità insostenibile</strong>: le opere appaiono invasive, con scarsa attenzione alla decarbonizzazione strutturale della mobilità regionale, nazionale o alpina.<br></li><li><strong>Legacy incerta e poco condivisa</strong>: molte infrastrutture rischiano di restare inutilizzate dopo i Giochi, mentre i costi ricadranno sulle comunità che, abitando in aree montane, subiscono già un impatto maggiore rispetto alla media globale e nazionale degli effetti della crisi climatica.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>La posizione di POW Italy</h2>



<p>Protect Our Winters Italy ribadisce la necessità di un cambio di paradigma nella gestione e nella realizzazione dei grandi eventi sportivi in montagna: <strong>devono essere i Giochi ad adattarsi al territorio che li ospita, non il contrario.</strong> È urgente avviare processi decisionali realmente inclusivi, basati su valutazioni sociali e ambientali partecipate, con una visione orientata a una legacy equa, utile e sostenibile.</p>



<p>Il nostro cammino non si ferma con la pubblicazione di questo documento e con queste esperienze di monitoraggio partecipativo: continueremo ad essere attivi sulla tematica e coordinarci insieme alla associazione gemella Protect Our Winters France per far si che ciò che abbiamo imparato sia utile per implementare in modo diverso le Olimpiadi invernali del 2030, in modo che possa essere davvero un evento sostenibile. Le lezioni che abbiamo imparato sul territorio italiano sono condivise con i nostri colleghi e le nostre colleghe di Protect Our Winters France, che operano sul territorio che ospiterà le successive Olimpiadi invernali e che hanno già identificato 17 punti per la realizzazione di Giochi Olimpici realmente sostenibili per il territorio.&nbsp;</p>



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<p><strong>Per approfondimenti e documentazione</strong>:<a href="http://www.protectourwinters.it"> www.protectourwinters.it<br></a><strong>Contatti stampa</strong>: Sofia Farina – Editorial Lead POW Italy | sofia@protectourwinters.it</p>



<p></p>



<p><em>Foto di copertina © Beatrice Citterio</em></p>
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