<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Campagna | Protect Our Winters Italy</title>
	<atom:link href="https://protectourwinters.it/categoria/campagna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://protectourwinters.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Dec 2025 08:21:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.15</generator>

<image>
	<url>https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/11/cropped-POW_ICON_BLACK-32x32.png</url>
	<title>Campagna | Protect Our Winters Italy</title>
	<link>https://protectourwinters.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mobility Month 2025: ecco come la comunità outdoor (e non solo) utilizza i mezzi di trasporto</title>
		<link>https://protectourwinters.it/mobility-month-2025-ecco-come-la-comunita-outdoor-e-non-solo-utilizza-i-mezzi-di-trasporto/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/mobility-month-2025-ecco-come-la-comunita-outdoor-e-non-solo-utilizza-i-mezzi-di-trasporto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 08:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=18003</guid>

					<description><![CDATA[In Italia parlare di mobilità sostenibile significa spesso parlare di città. Piste ciclabili urbane, zone a traffico limitato, trasporto pubblico locale. Ma c’è un pezzo importante di Paese – fatto di aree interne, vallate, montagne, luoghi naturali – che resta ai margini di questo racconto. Ed è proprio lì che molti di noi vanno per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia parlare di mobilità sostenibile significa spesso parlare di città. Piste ciclabili urbane, zone a traffico limitato, trasporto pubblico locale. Ma c’è un pezzo importante di Paese – fatto di aree interne, vallate, montagne, luoghi naturali – che resta ai margini di questo racconto. Ed è proprio lì che molti di noi vanno per praticare sport outdoor, ritrovare spazi di libertà, riconnettersi con la natura. Ed è lì che, molto spesso, l’auto sembra l’unica opzione possibile.</p>



<p>Da questa contraddizione nasce il <strong>Mobility Month 2025 di Protect Our Winters Italy</strong>: un mese per parlare di mobilità a basso impatto non in astratto, ma a partire da una domanda semplice e scomoda. Come ci muoviamo davvero quando andiamo a fare ciò che amiamo? E soprattutto: <strong>scegliamo l’auto perché ci piace, o perché non abbiamo alternative?</strong></p>



<p><meta charset="utf-8"><em>Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale scorrendo in fondo all&#8217;articolo.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>La domanda da cui siamo partiti</strong></h2>



<p>L&#8217;imbottigliamento nel traffico di una valle il sabato mattina e la consueta spaesatezza in cui si cade alla ricerca di un parcheggio appena arrivatǝ sono davvero qualcosa che si è dispostǝ a sopportare pur di scappare dall&#8217;ambiente urbano?</p>



<p>Oppure utilizziamo l’auto perché, oggi, è spesso l’unico mezzo che garantisce libertà di orari, flessibilità, possibilità di trasportare attrezzatura e raggiungere luoghi che i mezzi pubblici non servono – o servono male?</p>



<p>Il sondaggio lanciato da POW Italy durante il Mobility Month 2025 nasce esattamente da qui: <strong>capire quali sono i limiti reali del sistema di mobilità e dove, invece, esiste spazio per cambiare.</strong></p>



<p>In un mese hanno risposto al sondaggio lanciato il l&#8217;1 ottobre <strong>oltre 1.000 persone</strong> della community outdoor italiana. Un numero che, da solo, racconta quanto questo tema sia sentito.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Un mese di storie, dati e scelte quotidiane</strong></h2>



<p>Per tutto il mese abbiamo condiviso tre storie di tre personaggi vicinǝ a POW, grazie alla loro mentalità o il loro lavoro <meta charset="utf-8"> –  come Ade, volontaria per POW Italy sul suo territorio, il Piemonte. Abbiamo scelto Ade, Pierre e Dade perchè sono esempi concreti di come – quando possibile – la mobilità a basso impatto possa entrare nella vita quotidiana di chiunque. Abbiamo parlato di dati, di emissioni, di abitudini di spostamento. E poi abbiamo chiesto alla community di fare una cosa semplice ma potente: <strong>raccontarci come si muove davvero</strong>.</p>



<p>Rispondere a un sondaggio richiede tempo, attenzione, onestà. È anche un atto di fiducia. Per questo, prima di tutto, questo lavoro è un modo per restituire valore a chi ha partecipato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Cinque cose che abbiamo imparato insieme</strong></h2>



<p>La Science Alliance, la coalizione di POW Italy di scienziate, scienziati, esperti ed esperte per due mesi ha analizzato i dati raccolti <meta charset="utf-8"> – da cui sono emersi alcuni messaggi chiave, chiari e coerenti.</p>



<h3><strong>1. La crisi climatica conta, eccome.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="923" height="652" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1.png" alt="" class="wp-image-18011" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1.png 923w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-300x212.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-768x543.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-400x284.png 400w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.00.17 AM-1-480x339.png 480w" sizes="(max-width: 923px) 100vw, 923px" /></figure>



<p>La community outdoor è altamente consapevole: la crisi climatica influenza concretamente le scelte quotidiane e c’è una richiesta forte e trasversale affinché adattamento e mitigazione siano centrali nelle politiche pubbliche.</p>



<h3><strong>2. L’auto resta il mezzo più utilizzato.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="859" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1024x859.png" alt="" class="wp-image-18013" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1024x859.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-300x252.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-768x644.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1536x1288.png 1536w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1080x906.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-1280x1074.png 1280w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-980x822.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM-480x403.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.02.51 AM.png 1774w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non per disinteresse ambientale, ma per necessità. Libertà di orari, rapidità, flessibilità e trasporto dell’attrezzatura sono fattori decisivi. Quando si va in montagna o in aree naturali, spesso non esistono alternative comparabili.</p>



<h3><strong>3. Traffico e parcheggi rovinano l’esperienza outdoor.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="608" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1024x608.png" alt="" class="wp-image-18015" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1024x608.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-300x178.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-768x456.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1080x641.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-1280x760.png 1280w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-980x582.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM-480x285.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-17-alle-10.57.10 AM.png 1334w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non è solo una questione ambientale. Per molte persone traffico, auto e parcheggi pieni compromettono direttamente la qualità dell’esperienza nei luoghi naturali.</p>



<h3><strong>4. La disponibilità al cambiamento c’è.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="483" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1024x483.png" alt="" class="wp-image-18021" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1024x483.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-300x142.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-768x362.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-1080x510.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-980x462.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2-480x226.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.05.15 AM-2.png 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oltre il 60% delle persone si dice disposto a cambiare mezzo di trasporto se questo riducesse traffico e affollamento nelle località outdoor. Non è resistenza al cambiamento: è mancanza di condizioni.</p>



<h3><strong>5. Il vero problema è &#8220;the last mile&#8221;</strong>, <strong>l’ultimo miglio (e le informazioni).</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1024x512.png" alt="" class="wp-image-18023" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1024x512.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-300x150.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-768x384.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-1080x540.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-980x490.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM-480x240.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.06.52 AM.png 1108w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Collegamenti mancanti, orari incompatibili, tempi di viaggio troppo lunghi e difficoltà nei cambi, prezzo dei biglietti calmierato. Le persone sarebbero disposte a investire, se il servizio fosse all’altezza.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background has-cyan-bluish-gray-background-color has-cyan-bluish-gray-color"/>



<h2><strong>Sappiamo cosa serve, ma non ci sentiamo ascoltati</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="565" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1024x565.png" alt="" class="wp-image-18025" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1024x565.png 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-300x166.png 300w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-768x424.png 768w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-1080x596.png 1080w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-980x541.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM-480x265.png 480w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-23-alle-9.07.57 AM.png 1138w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>C’è però una frattura che emerge con forza. La maggior parte delle persone non ritiene che le esigenze di mobilità del proprio territorio vengano davvero considerate dai decisori politici. E molti non si sentono parte di una community capace di influenzare un cambiamento reale.</p>



<p>Eppure, i dati raccontano il contrario: <strong>la volontà di esserci, di partecipare, di fare la propria parte esiste</strong>. Manca spesso uno spazio che trasformi questa disponibilità individuale in voce collettiva.</p>



<p>Ed è qui che campagne come il Mobility Month diventano fondamentali.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<h2><strong>Perché questa campagna conta davvero</strong>?</h2>



<p>Il Mobility Month 2025 non è stato solo un esercizio di raccolta dati. È stato un momento di <strong>attivazione</strong>.</p>



<p>Attivazione significa creare massa critica. Significa dimostrare che il problema non è la mancanza di sensibilità, ma la mancanza di alternative credibili. L’obiettivo di POW Italy, nel lungo periodo, è proprio questo: <strong>esplorare e promuovere soluzioni di mobilità che siano comparabili all’auto in termini di comodità percepita</strong>, ma più economiche, più rapide, più accessibili e più capillari verso le aree interne e montane.</p>



<p>Non solo per ridurre le emissioni di CO₂ o rendere il turismo più sostenibile. Ma per migliorare l’accesso allo sport outdoor, rafforzare le connessioni con le comunità montane e offrire nuove opportunità a territori storicamente marginalizzati dal trasporto pubblico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background is-style-wide" style="background-color:#1e3a50;color:#1e3a50"/>



<p>Questo sondaggio non è un punto di arrivo. È un punto di partenza.</p>



<p>Dietro ogni risposta c’è una persona che ama stare all’aria aperta e che vorrebbe farlo in modo coerente con i propri valori. Mettere insieme queste voci significa iniziare a costruire un racconto diverso: uno in cui la mobilità non è un ostacolo, ma parte della soluzione.</p>



<p>Grazie a chi ha partecipato. A chi ha condiviso, risposto, riflettuto. È da qui che nasce il cambiamento: <strong>quando una community inizia a muoversi, davvero, nella stessa direzione</strong>.</p>



<p>Grazie alla Science Alliance tutta, che offre il proprio tempo libero a supportare con dati e competenze scientifiche le idee e i progetti di POW Italy</p>



<p><em>Puoi consultare e scaricare il report in versione integrale qui sotto:</em></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-file aligncenter"><object class="wp-block-file__embed" data="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-MM25-1.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Report-MM25-1."></object><a href="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-MM25-1.pdf">Report-MM25-1</a><a href="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-MM25-1.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/mobility-month-2025-ecco-come-la-comunita-outdoor-e-non-solo-utilizza-i-mezzi-di-trasporto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>POW Italy dialoga con i territori olimpici di Milano-Cortina 2026 e rinnova la propria posizione critica</title>
		<link>https://protectourwinters.it/pow-italy-dialoga-con-i-territori-olimpici-di-milano-cortina-2026-e-rinnova-la-propria-posizione-critica/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/pow-italy-dialoga-con-i-territori-olimpici-di-milano-cortina-2026-e-rinnova-la-propria-posizione-critica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 16:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=16921</guid>

					<description><![CDATA[Milano, 30 aprile 2025 – Nell’ambito del monitoraggio civico e ambientale delle opere collegate alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, Protect Our Winters Italy (POW Italy) ha organizzato due iniziative di osservazione partecipata e confronto, chiamate Walkscape, nei territori direttamente interessati dai cantieri olimpici: a Rasun-Anterselva (BZ) nel dicembre 2024 e a Cortina d’Ampezzo (BL) nell’aprile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Milano, 30 aprile 2025</strong> – Nell’ambito del monitoraggio civico e ambientale delle opere collegate alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, <em>Protect Our Winters Italy (POW Italy)</em> ha organizzato due iniziative di osservazione partecipata e confronto, chiamate <em>Walkscape</em>, nei territori direttamente interessati dai cantieri olimpici: a <strong>Rasun-Anterselva</strong> (BZ) nel dicembre 2024 e a <strong>Cortina d’Ampezzo</strong> (BL) nell’aprile 2025.</p>



<p>Gli incontri avevano l’obiettivo di osservare in loco l’avanzamento dei lavori infrastrutturali, raccogliere le testimonianze delle comunità locali e avviare un confronto sulle implicazioni ambientali, sociali ed economiche dell’evento olimpico (e della sua legacy) su territori alpini già fragili e sotto pressione. Tramite queste esperienze di camminata collettiva, infatti, possiamo comprendere meglio il paesaggio culturale moderno, ponendoci domande e ascoltando le storie del territorio. Le attività si sono svolte in collaborazione con realtà locali, associazioni ambientaliste, amministrazioni e gruppi civici spontanei.</p>



<div class="wp-block-file aligncenter"><a href="http://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/MC26-_-IT_Final-Position-Paper-Giochi-Olimpici-Invernali-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi: Il Position Paper di Protect Our Winters Italy sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026</a><a href="http://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/MC26-_-IT_Final-Position-Paper-Giochi-Olimpici-Invernali-2.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Rasun-Anterselva: criticità tra viabilità e governance territoriale</h2>



<p>Durante il <em>walkscape</em> in Valle di Anterselva si è discusso dell’<strong>ampliamento del centro di biathlon, della realizzazione di un nuovo bacino idrico nel bosco per l’innevamento artificiale e delle modifiche alla viabilità locale</strong>. All’incontro hanno preso parte il sindaco <strong>Thomas Schuster,</strong> insieme a rappresentanti della corrente e di precedenti amministrazioni comunali<strong>,</strong> rappresentanti del <strong>CAI Alto Adige,</strong> della <strong>Federazione degli Ambientalisti dell’Alto Adige</strong>, di <strong>Heimatpflegeverband</strong>, di <strong>Climate Action Sudtirol,</strong> l’associazione <strong>ProPusterta</strong>l, dell’<strong>Associazione Turistica Valle Anterselva</strong>, esponenti dell’amministrazione comunale, cittadinə e membri di movimenti civici critici nei confronti del progetto olimpico, oltre a rappresentanti del <em>Legacy Group</em>, incaricato di definire il riutilizzo post-evento delle infrastrutture.</p>



<p>Dal confronto pubblico tenutosi il 13 dicembre 2024 sono emerse tre questioni principali:</p>



<ul><li><strong>Partecipazione civica debole</strong>: è stata più volte evidenziata la necessità di un coinvolgimento autentico della cittadinanza nella pianificazione territoriale, in particolare rispetto a un evento di tale portata e impatto, gestito in tempi molto stretti, con fondi ingenti e spesso con scarsa trasparenza.<br></li><li><strong>Sostenibilità della mobilità</strong>: nonostante il <em>Piano Clima Alto Adige 2040</em> sottolinei la necessità di ridurre l’uso dell’auto privata, sono emerse perplessità riguardo alla portata e alla concezione delle nuove rotonde previste a Rasun-Anterselva e Valdaora, nonostante i tentativi di revisione dei progetti iniziali.<br></li><li><strong>Vincoli e opportunità</strong>: è emersa la richiesta di un maggiore confronto tra istituzioni e comunità per trovare un equilibrio tra esigenze locali, limiti ambientali e opportunità di sviluppo, nel rispetto del contesto montano.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16928" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9208-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>© Beatrice Citterio</em></figcaption></figure>



<h2>Cortina d’Ampezzo: tra trasformazioni urbanistiche e interrogativi sulla legacy</h2>



<p>A Cortina il <em>walkscape</em> si è focalizzato sulle opere legate alla Variante di Cortina, sulla gestione della nuova pista da bob e sulla riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria. All&#8217;iniziativa hanno partecipato diverse realtà locali tra cui <em>Voci di Cortina, Cortina Bene Comune, Libera Cadore, Silverio Lacedelli, Italia Nostra, Plattform Pro Pustertal, Ci Sarà un Bel Clima</em> e <em>Patagonia Cortina</em>. Significativa anche la partecipazione, seppur informale, di Michele Di Gallo della Fondazione Cortina.</p>



<p>Dal confronto sono emerse tre tematiche chiave:</p>



<ol><li><strong>Il coinvolgimento della cittadinanza nella candidatura e nella pianificazione &#8211; </strong>Le realtà civiche presenti hanno segnalato un coinvolgimento istituzionale molto limitato, testimoniato anche dalla difficoltà ad accedere alle informazioni sui progetti in corso e dalla mancata approvazione di un referendum sulla partecipazione ai Giochi. Sebbene la gestione operativa dell’evento sia affidata alla <em>Fondazione Cortina</em>, è emerso il desiderio che questa agisca in modo più rappresentativo rispetto alle istanze della popolazione residente.<br></li><li><strong>Il bilancio tra i vantaggi e gli svantaggi per la popolazione locale &#8211; </strong>Cortina, già meta turistica affermata, rischia di subire ulteriori pressioni senza benefici diffusi. Le ricadute economiche sembrano concentrate su chi opera nel turismo di fascia alta, mentre continuano a mancare investimenti nei servizi per residenti. In particolare, la riqualificazione dell’ex stazione (seppur slegata dai fondi olimpici ma che risponde al medesimo approccio alla gestione territoriale), l’assenza di interventi mirati alla risoluzione di problemi strutturali della conca cadorina (come l&#8217;instabilità idrogeologica dei versanti che impatta sulle infrastrutture e sulla viabilità locale) e i costi di gestione della nuova pista da bob vengono percepiti come elementi critici nella gestione del bene pubblico.<br></li><li><strong>La legacy che lasceranno i Giochi &#8211; </strong>La legacy per il territorio resta incerta e controversa. Al centro del dibattito vi sono le grandi opere stradali, in particolare la Variante di Cortina – un tunnel per deviare il traffico dal centro abitato – che genera opinioni contrastanti. Il rischio è che molte infrastrutture risultino sovradimensionate e scarsamente integrate con le reali esigenze della comunità, che avrebbe bisogno di un ripensamento del territorio coerente con le esigenze imposte dalle strategie di adattamento per la regione alpina e che sia in grado di rispondere agli impatti già osservati del cambiamento climatico in atto.</li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16930" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/DSCF9952-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><meta charset="utf-8"><em>© Beatrice Citterio</em></figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Una posizione consolidata: un’opportunità mancata</h2>



<p>Le attività sul campo hanno confermato le criticità che POW Italy ha espresso nel documento di posizionamento <em>“Milano-Cortina 2026: un’opportunità mancata”</em>, disponibile online, in cui si sottolineano:</p>



<ul><li><strong>Scarsa trasparenza e governance debole</strong>: il coinvolgimento pubblico nei processi decisionali è stato insufficiente e molti progetti sono avanzati senza consultazioni efficaci né valutazioni ambientali approfondite e in grado di integrare strategie nazionali e globali di adattamento agli impatti del cambiamento climatico.<br></li><li><strong>Impatto ambientale e mobilità insostenibile</strong>: le opere appaiono invasive, con scarsa attenzione alla decarbonizzazione strutturale della mobilità regionale, nazionale o alpina.<br></li><li><strong>Legacy incerta e poco condivisa</strong>: molte infrastrutture rischiano di restare inutilizzate dopo i Giochi, mentre i costi ricadranno sulle comunità che, abitando in aree montane, subiscono già un impatto maggiore rispetto alla media globale e nazionale degli effetti della crisi climatica.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>La posizione di POW Italy</h2>



<p>Protect Our Winters Italy ribadisce la necessità di un cambio di paradigma nella gestione e nella realizzazione dei grandi eventi sportivi in montagna: <strong>devono essere i Giochi ad adattarsi al territorio che li ospita, non il contrario.</strong> È urgente avviare processi decisionali realmente inclusivi, basati su valutazioni sociali e ambientali partecipate, con una visione orientata a una legacy equa, utile e sostenibile.</p>



<p>Il nostro cammino non si ferma con la pubblicazione di questo documento e con queste esperienze di monitoraggio partecipativo: continueremo ad essere attivi sulla tematica e coordinarci insieme alla associazione gemella Protect Our Winters France per far si che ciò che abbiamo imparato sia utile per implementare in modo diverso le Olimpiadi invernali del 2030, in modo che possa essere davvero un evento sostenibile. Le lezioni che abbiamo imparato sul territorio italiano sono condivise con i nostri colleghi e le nostre colleghe di Protect Our Winters France, che operano sul territorio che ospiterà le successive Olimpiadi invernali e che hanno già identificato 17 punti per la realizzazione di Giochi Olimpici realmente sostenibili per il territorio.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Per approfondimenti e documentazione</strong>:<a href="http://www.protectourwinters.it"> www.protectourwinters.it<br></a><strong>Contatti stampa</strong>: Sofia Farina – Editorial Lead POW Italy | sofia@protectourwinters.it</p>



<p></p>



<p><em>Foto di copertina © Beatrice Citterio</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/pow-italy-dialoga-con-i-territori-olimpici-di-milano-cortina-2026-e-rinnova-la-propria-posizione-critica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montagne in bilico: l’alpinismo nell’era del cambiamento climatico</title>
		<link>https://protectourwinters.it/montagne-in-bilico-lalpinismo-nellera-del-cambiamento-climatico/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/montagne-in-bilico-lalpinismo-nellera-del-cambiamento-climatico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 07:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=16905</guid>

					<description><![CDATA[C’è stato un tempo in cui salire lungo la via normale della Marmolada era un rito d’iniziazione per molti alpinisti. Oggi, quel tempo sembra appartenere più ai libri di storia che all’attualità. Dopo il tragico crollo del ghiacciaio del 3 luglio 2022, la “Regina delle Dolomiti” è diventata simbolo di una montagna che cambia (troppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="is-style-intro">C’è stato un tempo in cui salire lungo la via normale della Marmolada era un rito d’iniziazione per molti alpinisti. Oggi, quel tempo sembra appartenere più ai libri di storia che all’attualità. Dopo il tragico crollo del ghiacciaio del 3 luglio 2022, la <strong>“Regina delle Dolomiti” è diventata simbolo di una montagna che cambia</strong> (troppo in fretta) sotto i nostri occhi.</p>



<p><strong>La montagna si sta sgretolando, letteralmente.</strong> La degradazione del permafrost, il “collante” naturale che tiene insieme le pareti alpine, sta rendendo sempre più instabili tratti di roccia un tempo considerati sicuri. Il cambiamento climatico, per anni percepito come un fenomeno distante o futuro, è ormai inciso nella geologia stessa delle Alpi. E gli alpinisti, da sempre lettori esperti del paesaggio verticale, lo sanno bene: vie storiche diventano impraticabili, finestre stagionali si accorciano, rischi oggettivi aumentano.</p>



<h2><strong>Il prezzo dell’instabilità</strong></h2>



<p>Basta guardare al Monte Bianco per capirlo. Il <strong>Couloir du Goûter,</strong> tratto chiave della via normale francese, è stato teatro di ben <a href="https://www.petzl.com/fondation/s/accidents-couloir-gouter?language=fr">347 incidenti solo tra il 1990 e il 2017</a>. Frane, cadute di massi e colate detritiche ne hanno fatto uno dei luoghi più pericolosi dell’arco alpino. Non a caso, negli ultimi anni, le autorità hanno più volte invitato gli alpinisti a rinunciare all’ascensione durante l’estate, consigliando l’accesso solo in primavera, quando il permafrost è ancora stabile e i rischi sono leggermente più contenuti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="The death couloir - Petzl Foundation" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/EetE588qJNQ?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Stessa sorte per la leggendaria <strong>via Bonatti sul Pilastro Sud-Ovest del Petit Dru</strong>, nel massiccio del Monte Bianco: un tempo celebrata come una delle imprese più visionarie del grande alpinista italiano, oggi è definitivamente cancellata dalle <a href="https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/nuova-frana-sulla-parete-ovest-del-dru.html">frane che dal 1997 ne hanno smantellato la struttura</a>. Rimane, ormai, solo nei racconti e nelle guide alpinistiche d’epoca: un capitolo glorioso chiuso dal clima.</p>



<p>Ma non sono episodi isolati. Anche i sentieri e le vie attorno al<a href="https://www.slf.ch/en/news/rock-and-snow-avalanche-at-flueela-wisshorn/"> <strong>Flüela Wisshorn,</strong></a> nei Grigioni svizzeri, hanno subito gravi conseguenze. La chiusura del 2019 per rischio caduta massi non è un caso isolato: il riscaldamento ha destabilizzato interi versanti, rendendo l’accesso sempre più incerto e subordinato a valutazioni geologiche frequenti. E nel Vallese, a <strong>Saas-Grund</strong>, le valanghe di ghiaccio e i distacchi di seracchi minacciano la sicurezza dei percorsi alpinistici, con finestre di accesso sempre più brevi e concentrate nei periodi più freddi.</p>



<p>Non è solo una questione di “vie perdute”: <strong>è la morfologia stessa della montagna a mutare. </strong>Le pareti rocciose sopra i 2.500 metri, come quelle del versante nord del Monte Rosa, mostrano segni evidenti di cedimento a causa del degrado del permafrost. Un’instabilità che, secondo le proiezioni, continuerà a crescere nei prossimi decenni, raggiungendo un picco entro il 2050, mettendo a rischio decine di percorsi, vie normali e traversate.</p>



<p>La montagna non crolla all’improvviso. Scricchiola, si scioglie, si muove e porta con sè bivacchi, rifugi, sentieri e vie alpinistiche. Per questo, chi la frequenta è chiamato oggi a una nuova forma di attenzione, fatta non solo di preparazione tecnica, ma di lettura climatica, consapevolezza geologica e capacità di rinuncia. Perché il prezzo dell’instabilità non è solo una via chiusa: è una nuova grammatica dell’alpinismo che si sta scrivendo, giorno dopo giorno, sotto ai nostri ramponi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/The-Petit-Dru-West-face-October-2017-A-major-part-of-the-route-has-disappeared-because-701x1024.png" alt="" class="wp-image-16906" width="701" height="1024" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/The-Petit-Dru-West-face-October-2017-A-major-part-of-the-route-has-disappeared-because-701x1024.png 701w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/05/The-Petit-Dru-West-face-October-2017-A-major-part-of-the-route-has-disappeared-because-480x702.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 701px, 100vw" /><figcaption><em>Parete ovest del Petit Dru, ottobre 2017. Gran parte del percorso è scomparsa a causa di un crollo di roccia nel 2005 e di un&#8217;ulteriore frana nel 2011 (292.000 m 3 ).</em> ©<em> &nbsp;<a href="https://www.researchgate.net/profile/Jacques-Mourey?_tp=eyJjb250ZXh0Ijp7ImZpcnN0UGFnZSI6Il9kaXJlY3QiLCJwYWdlIjoiX2RpcmVjdCJ9fQ">Jacques Mourey</a> / Research Gate</em></figcaption></figure></div>



<h2><strong>Verso un alpinismo di adattamento</strong></h2>



<p>Di fronte a una montagna che cambia rapidamente, anche il modo di viverla deve evolversi. L’adattamento non è più un’opzione, ma una necessità. L<strong>e stagioni “classiche” dell’alpinismo stanno traslando</strong>: dove prima si puntava all’estate, oggi le condizioni più sicure si trovano spesso in primavera o inizio autunno, quando il permafrost è ancora solido e le temperature contengono l’instabilità dei versanti.</p>



<p>Nei grandi ghiacciai come l’Aletsch, il più esteso delle Alpi, i tracciati vengono modificati di anno in anno per evitare crepacci aperti o pareti instabili. Nel Vallese svizzero, sul ghiacciaio del Trient o nelle vie attorno a Saas-Grund, si può procedere solo in condizioni molto specifiche: neve compatta, temperature sotto zero, partenze notturne o all’alba per minimizzare l’esposizione alle ore calde. L’alpinismo, da sfida contro la montagna, diventa sempre più un esercizio di ascolto e lettura del territorio.</p>



<p>In questo scenario, anche la preparazione deve cambiare. Le informazioni statiche delle guide cartacee non bastano più: oggi è fondamentale consultare fonti aggiornate in tempo reale, come i bollettini nivometeorologici, i report delle guide alpine locali, gli avvisi di instabilità dei ghiacciai e i dati dei sistemi di monitoraggio geologico. Strumenti come i portali dei servizi meteorologici nazionali, le mappe interattive e le piattaforme di segnalazione delle condizioni dei sentieri diventano alleati indispensabili.</p>



<p>Anche la logistica va ripensata. Le salite vanno pianificate con margini di flessibilità più ampi, includendo piani B realistici. L’attrezzatura tecnica deve essere selezionata con maggiore attenzione: in molti casi, procedere legati su ghiacciaio è tornato a essere una regola imprescindibile anche su percorsi considerati “facili” fino a pochi anni fa. Le cordate devono saper valutare le condizioni in loco e rinunciare se necessario, senza considerare il “fallimento” come tale, ma come espressione di consapevolezza.</p>



<p>L’alpinismo, oggi, richiede nuove competenze: conoscenze glaciologiche, capacità di lettura dei segnali del terreno, sensibilità meteorologica. La sfida non è solo tecnica, ma culturale. Perché adattarsi non significa “fare meno”, ma “fare meglio”, con un rispetto profondo per l’equilibrio precario in cui la montagna si trova.&nbsp;</p>



<h2><strong>Sci alpino: il futuro in bilico sotto la linea della neve</strong></h2>



<p>Non è solo la verticale a soffrire. Anche gli sport invernali, e in particolare lo sci alpino, si trovano oggi a fare i conti con una realtà che cambia. Il riscaldamento globale sta spingendo sempre più in alto la “linea della neve” — la quota minima a cui si può garantire un innevamento naturale affidabile.</p>



<p>Secondo uno studio recentemente pubblicato, se le emissioni globali continueranno ai ritmi attuali, oltre il 50% delle stazioni sciistiche europee sarà “a rischio neve” già entro il 2050. Questo significa stagioni accorciate, innevamento artificiale sempre più costoso e impatti ambientali aggiuntivi, legati al consumo di energia e risorse idriche.</p>



<p>In Italia, <strong>le località al di sotto dei 1.500 metri già oggi faticano a garantire stagioni regolari e si basano quasi interamente su l&#8217;innevamento artificiale. </strong>Alcune, come quelle dell’Appennino o delle Prealpi lombarde, hanno perso più della metà delle giornate sciabili rispetto agli anni ’80. E la tendenza non accenna a fermarsi.</p>



<p>Le implicazioni sono anche simboliche: le Olimpiadi invernali, da sempre vetrina globale degli sport sulla neve, rischiano di diventare impraticabili in molte delle sedi storiche. Uno studio&nbsp; dimostra che, in uno scenario di riscaldamento incontrollato, <strong>solo 1 su 21 delle città che hanno ospitato i Giochi invernali dal 1924 ad oggi sarà ancora “climaticamente affidabile” entro fine secolo.</strong></p>



<p>In questo contesto, il turismo della neve dovrà scegliere: continuare a rincorrere l’innevamento a suon di cannoni, oppure ripensarsi in chiave di sostenibilità, diversificazione e adattamento. Sempre più località stanno sperimentando un modello “4 stagioni”, puntando su escursionismo, bike e cultura. Ma il cambiamento richiede investimenti, visione e soprattutto consapevolezza.</p>



<p>L&#8217;alpinismo e la frequentazione della montagna stanno affrontando sfide senza precedenti. La sicurezza, la percorribilità delle vie e la stessa esistenza di molte attività legate alla neve sono in pericolo. Non si tratta più solo di adattarsi, ma di agire — come comunità, come istituzioni, come sportivi — per contenere l’impatto climatico e salvaguardare ciò che le montagne rappresentano.</p>



<p>Ogni via che crolla, ogni stagione che si accorcia, ogni ghiacciaio che arretra, è un segnale. Sta a noi decidere se continuare a ignorarlo — o se trasformarlo in una chiamata all’azione.</p>



<p>Co<em>ver image © Andrea Palazzi</em></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<h3><strong>Fonti principali:</strong></h3>



<ul><li><em>Haeberli, W. et al. (2023), <a href="https://www.researchgate.net/publication/227220283_Glacier_and_Permafrost_Hazards_in_High_Mountains">High-mountain permafrost and glacial hazards, Science of The Total Environment</a>.&nbsp;</em></li><li><em>Studio sul Couloir de Guoter (Monte Bianco): <a href="https://www.petzl.com/fondation/s/accidents-couloir-gouter?language=fr">https://www.petzl.com/fondation/s/accidents-couloir-gouter?language=fr</a><br></em></li><li><em>Scott, D. et al. (2023), Climate change and the future of the Olympic</em></li><li><em>Winter Games: athlete and coach perspectives: <a href="https://web.archive.org/web/20220218013114id_/https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/13683500.2021.2023480?needAccess=true">https://web.archive.org/web/20220218013114id_/https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/13683500.2021.2023480?needAccess=true</a><br></em></li><li><em>Phys.org: Alpine climbing routes crumble as climate warms: https://phys.org/news/2019-07-alpine-climbing-routes-crumble-climate.html<br></em></li><li><em>Climate change and the climate reliability of hosts in the second century of the Winter Olympic Games: <a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13683500.2024.2403133">https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13683500.2024.2403133</a>&nbsp;</em></li></ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/montagne-in-bilico-lalpinismo-nellera-del-cambiamento-climatico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il riassuntone&#8221;: Nuovo Direttivo per POW Italy e un&#8217;importante nomina nella Federazione Ambientalisti Alto Adige!</title>
		<link>https://protectourwinters.it/nuovo-direttivo-per-pow-italy-e-unimportante-nomina-nella-federazione-ambientalisti-alto-adige/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/nuovo-direttivo-per-pow-italy-e-unimportante-nomina-nella-federazione-ambientalisti-alto-adige/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 17:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=16719</guid>

					<description><![CDATA[Il mese di febbraio ha portato grandi novità per Protect Our Winters Italy. Con il rinnovo del nostro Consiglio Direttivo e la nomina di un nostro membro all’interno della Federazione Ambientalisti Alto Adige, continuiamo a rafforzare il nostro impegno nella tutela della montagna e nella lotta al cambiamento climatico. Un nuovo capitolo per POW Italy [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="is-style-default">Il mese di febbraio ha portato grandi novità per Protect Our Winters Italy. Con il rinnovo del nostro Consiglio Direttivo e la nomina di un nostro membro all’interno della Federazione Ambientalisti Alto Adige, continuiamo a rafforzare il nostro impegno nella tutela della montagna e nella lotta al cambiamento climatico.</p>



<h2>Un nuovo capitolo per POW Italy</h2>



<p class="is-style-default">Lo scorso <strong>19 febbraio</strong>, durante la nostra <strong>Assemblea Generale Annuale</strong>, abbiamo ufficializzato il rinnovo del Consiglio Direttivo di POW Italy, segnando un importante passaggio di testimone.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Sofia Farina</strong> ha concluso il suo mandato come Presidente, lasciando il ruolo ad <strong>Agnese Moroni</strong>, che da tempo fa parte della nostra famiglia, in particolare all’interno della <strong>Science Alliance</strong>. Agnese vive a <strong>Bolzano</strong>, città dove ha sede ed è nata POW Italy, e lavora come <strong>ricercatrice al Centro Eurac</strong>. La sua attività si concentra su tematiche chiave per la nostra associazione, tra cui il progetto <strong>Beyond Snow</strong>, che immagina il futuro delle Alpi senza neve e lavora con paesi e località sciistiche per adattarsi ai cambiamenti climatici. Il suo impegno in questo campo è stato recentemente premiato, e siamo certi che la sua esperienza sarà preziosa per guidare POW Italy in questa nuova fase!</p>



<p class="is-style-default">Accanto a lei, nel ruolo di <strong>Segretario</strong>, è stato eletto <strong>Morris Ferrari</strong>, che molti di voi conoscono già come responsabile della <strong>Athletes Alliance</strong>. Morris vive in <strong>Alto Adige</strong> ed è profondamente connesso al mondo degli <strong>sport invernali</strong> della provincia.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-default"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUd32qwypIzVupB_BygyclwSVAQDPryOA0QNSrfqyZlW7t39WTp30r2UEzHP8PyRVd-BGUeJMBjMHNv7shl0qeQrrvdi5UwD7xtzh1gk_4hqJeR1u5mTgYIJ6sW7qBntj1ZHNB7EC2vMnQpzre_S_xs=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-intro"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUdMzMqtz6-FgJzGGzMuQyXnJrc9h5aVhbDgb0L0MFG7aMbdEDQYn7EOdQ3e3StOIiyhfNraDUkIFflQiVK17ObzCuGbcvO6GVp7Aln_sB5XdYt0P8BG9BmDHro-pmYA9aTNwk0y5AZuMzCtVdl1Qws=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<p class="is-style-intro"><img loading="lazy" width="255px;" height="383px;" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/slidesz/AGV_vUdzuzs6DRki-o4nPgXTpPU6n07dsMoPS3JRkVlJqSrV7U7pFYgYh7eFg_5bc24BMrgZod78ViYNUpdJ9AVVLhJPBPEGe-b-Q0mnQs80Wbcd07DV4DekH9z7sC0qySGEM2qJAfxEwh98b_bm9d6ATkU=s2048?key=aXQOPkMLbfeKMQwZK-wa4g9u"></p>
</div>
</div>
</div></div>



<p class="has-text-align-center is-style-default"><em>Da destra: Martina Russo, <meta charset="utf-8">Agnese Moroni, <meta charset="utf-8">Morris Ferrari</em></p>



<p class="is-style-default">A completare il team, <strong>Martina Russo</strong>, che continua nel suo ruolo di v<strong>icepresidente</strong>, mantenendo la carica assunta lo scorso anno.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Grazie a Sofia</strong> per il suo lavoro e per la passione con cui ha guidato POW Italy fino ad oggi. E un grande <strong>in bocca al lupo</strong> ad Agnese, Morris e Martina per questa nuova avventura!</p>



<h2>Un membro di POW nel direttivo della Federazione Ambientalisti Alto Adige</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16724" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-1024x683.jpg 1024w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-980x653.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025-DVNVorstand-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="is-style-default">Oltre ai cambiamenti interni alla nostra associazione, siamo entusiasti di condividere un’altra importante novità: un nostro membro è entrato nel <strong>Consiglio Direttivo della Federazione Ambientalisti Alto Adige</strong>!</p>



<p class="is-style-default">Lo scorso <strong>21 febbraio</strong>, la Federazione ha tenuto la sua <strong>Assemblea Generale Annuale</strong> a Bolzano, eleggendo i nuovi organi direttivi. La presidenza è passata da <strong>Josef Oberhofer</strong> a <strong>Elisabeth Ladinser</strong>, avvocata con una lunga esperienza nel mondo delle associazioni ambientaliste.</p>



<p class="is-style-default">La Federazione gioca un ruolo chiave nel <strong>coordinamento delle associazioni ambientaliste</strong> dell’Alto Adige, ampliando costantemente la propria rete per affrontare con maggiore forza le sfide legate alla <strong>politica climatica, alla tutela della biodiversità e alla protezione del nostro territorio</strong>. L’ingresso di un nostro rappresentante nel direttivo è un segnale importante del crescente peso di POW Italy nel dibattito ambientale locale.</p>



<p class="is-style-default">Siamo felici di poter contribuire attivamente a questa rete e di poter portare la nostra esperienza e prospettiva all’interno di un’istituzione così importante.</p>



<h2>Assemblea Generale 2025: non é ancora finita</h2>



<p class="is-style-intro">Oltre ad aver condiviso i bilanci di POW Italy per il 2024, precisando quanto è stato investito in quali progetti, le uscite, le entrate e tutto il resto, abbiamo fatto un riassunto del 2024, che inevitabilmente rappresenta un punto di partenza per l&#8217;anno a venire. Non sarà facile superarci, dato che:</p>



<ul><li>Abbiamo organizzato oltre <strong>30 eventi su tutto l’arco alpino</strong>, affiancati da due eventi di advocacy fuori dall’Italia. </li><li>La rete di volontariə si è ampliata e ci ha permesso di <strong>creare ben quattro hub territorial</strong>i.</li></ul>



<ul><li>Nella prima parte dell’anno, abbiamo portato avanti la campagna legata alle elezioni europee, intitolata <strong>&#8220;Ride, Bike, Climb, Vote&#8221;</strong>, con cui abbiamo collegato sport e attivismo, invitando la community outdoor a partecipare attivamente al dibattito politico e a sostenere politiche climatiche ambiziose. </li><li>Solo nel mese di settembre, abbiamo lavorato sulla <strong>mobilità a basse emissioni</strong> grazie a una grande collaborazione della comunità, che ci ha permesso di raccogliere oltre <strong>500 risposte al sondaggio</strong> che abbiamo creato per comprendere meglio le necessità degli spostamenti outdoor, e di registrare ben <strong>34.000 km di</strong> pedalate nel club di POW su <em>Strava</em> durante il Mobility Month 2024 di POW></li></ul>



<ul><li>Grazie al magnifico lavoro di volontariə in diverse regioni, abbiamo portato avanti il programma <strong>Hot Planets, Cool Athletes</strong> portando l’attivismo climatico nelle scuole tramite la voce di atletə e scienziatə!</li></ul>



<p class="is-style-intro"></p>



<p class="is-style-intro">Grazie a tuttǝ quellǝ che hanno partecipato! Ricordiamo che é possibile partecipare alla prossima Assemblea Generale, votare ed essere informati su quello che c&#8217;é dietro l&#8217;attività di questa organizzazione <a href="https://protectourwinters.it/tu-pow/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diventando membrǝ</a> &#8211; ci vogliono solo 5 minuti, e se ti unissi a noi, per il nostro lavoro farebbe una differenza inimmaginabile.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/nuovo-direttivo-per-pow-italy-e-unimportante-nomina-nella-federazione-ambientalisti-alto-adige/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ghiacciai e Cambiamento Climatico: Perchè il 2025 è l&#8217;anno della loro difesa</title>
		<link>https://protectourwinters.it/ghiacciai-e-cambiamento-climatico-perche-il-2025-e-lanno-della-loro-difesa/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/ghiacciai-e-cambiamento-climatico-perche-il-2025-e-lanno-della-loro-difesa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 15:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=16691</guid>

					<description><![CDATA[Il 2025 è stato dichiarato “Anno internazionale per la protezione dei ghiacciai”: perché? Come stanno i ghiacciai? L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è un’occasione cruciale per sensibilizzare il mondo sulla crisi glaciale. Scopriamo qual è lo stato di salute dei ghiacciai, come facciamo a saperlo e come possiamo agire per preservare questi ecosistemi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="is-style-intro"><strong>Il 2025 è stato dichiarato “Anno internazionale per la protezione dei ghiacciai”: perché? Come stanno i ghiacciai?</strong></p>



<p class="is-style-default"><em>L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è un’occasione cruciale per sensibilizzare il mondo sulla crisi glaciale. Scopriamo qual è lo stato di salute dei ghiacciai, come facciamo a saperlo e come possiamo agire per preservare questi ecosistemi essenziali.</em></p>



<p class="is-style-default">Il 2025 è stato dichiarato dall’UNESCO l’<strong>Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai.</strong> Ma perché i ghiacciai hanno bisogno di protezione? La risposta è semplice quanto allarmante: i ghiacciai stanno scomparendo a una velocità senza precedenti, mettendo a rischio ecosistemi, risorse idriche e comunità che dipendono da essi. Questo fenomeno, direttamente collegato al cambiamento climatico, richiede un’attenzione globale e misure immediate per cercare di mitigare il loro declino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16695" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-980x551.jpg 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/2025Glaciers_Graph_en_title_lg-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>La variazione di massa dei ghiacciai nel mondo dal 1950. Fonte: World Glacier Monitoring Service</em></figcaption></figure>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Lo stato di salute dei ghiacciai</strong></h2>



<p class="is-style-default">A livello globale, il trend è chiaro: i ghiacciai si stanno ritirando e la loro massa è in continuo calo. Secondo il Servizio Mondiale di Monitoraggio dei Ghiacciai (WGMS), <strong>dal 1960 ad oggi i ghiacciai hanno perso oltre 9.000 miliardi di tonnellate di ghiaccio</strong>, un volume sufficiente a coprire l’intera superficie dell’Italia con uno strato di ghiaccio spesso più di 30 metri, oppure a riempire il Lago di Garda più di 60 volte.</p>



<p class="is-style-default"><strong>Anche in Italia la situazione è critica</strong>: il Comitato Glaciologico Italiano riporta che negli ultimi 150 anni i ghiacciai alpini hanno perso oltre il 50% della loro superficie, e solo negli ultimi vent’anni la velocità di riduzione è più che raddoppiata. <strong>Tra i ghiacciai più colpiti</strong> (e più studiati, per varie ragioni) vi è la Marmolada, il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, che<strong> ha perso oltre l’80% del suo volume</strong> rispetto al 1900. Oggi la sua estensione è ridotta a meno di 2 chilometri quadrati, e le proiezioni indicano che potrebbe scomparire completamente entro il 2040, se il trend attuale continuerà.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/La-riduzione-del-ghiacciaio-della-Marmolada-dal-1880-al-2015-in-16-secondi.mp4"></video><figcaption>fonte: Università di Padova</figcaption></figure>



<p class="is-style-default">Secondo gli scenari climatici attuali, si stima <strong>che entro la fine del secolo le Alpi potrebbero essere quasi completamente prive di ghiacciai</strong>. La velocità con cui si sta verificando questo processo è preoccupante: alcuni studi recenti indicano che la perdita di ghiaccio si è triplicata dal 2000 ad oggi, accelerando con il riscaldamento globale. Ogni estate i ghiacciai alpini perdono miliardi di metri cubi di ghiaccio, un volume che potrebbe riempire centinaia di volte il Colosseo.</p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Perché un Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai?</strong></h2>



<p class="is-style-default">L’iniziativa dell’UNESCO nasce dalla <strong>necessità di accendere i riflettori</strong> su un’emergenza che spesso viene sottovalutata. I ghiacciai, oltre a essere spettacolari monumenti della natura, svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio climatico e nella regolazione delle risorse idriche. La loro fusione non è solo una perdita paesaggistica, ma una trasformazione irreversibile con conseguenze devastanti.</p>



<p class="is-style-default"><strong>L’aumento del livello del mare è una delle conseguenze più dirette e drammatiche</strong>: lo scioglimento dei ghiacciai rilascia enormi quantità di acqua negli oceani, contribuendo all’innalzamento delle acque e mettendo in pericolo città costiere e isole. Ma non è solo una questione di mari: molte comunità e interi settori economici dipendono dall’acqua che i ghiacciai forniscono nel corso dell’anno, e la loro scomparsa sta già provocando problemi di approvvigionamento idrico in diverse regioni. <strong>Anche gli ecosistemi montani sono profondamente minacciati</strong>: senza ghiacciai, la biodiversità delle zone alpine subisce trasformazioni irreversibili, alterando il delicato equilibrio tra flora e fauna che dipendono da questi ambienti.</p>



<p class="is-style-default">L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai rappresenta quindi <strong>un momento chiave per mobilitare governi, istituzioni e cittadini</strong>, affinché si adottino misure concrete per ridurre le emissioni di gas serra e sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Non è solo una questione ambientale, ma una sfida globale che riguarda il nostro futuro e quello delle generazioni a venire.</p>



<p class="is-style-intro"></p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Come sappiamo che i ghiacciai stanno male? Il ruolo del monitoraggio</strong></h2>



<p class="is-style-default">Lo studio dei ghiacciai avviene attraverso il monitoraggio scientifico, che ha radici storiche e oggi si avvale di strumenti avanzati. In Italia, il Comitato Glaciologico Italiano e altre istituzioni effettuano rilievi regolari sin dalla fine dell’Ottocento. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, le metodologie di monitoraggio includono:</p>



<ul><li><strong>Misurazioni sul campo:</strong> gli scienziati effettuano rilievi manuali della superficie e dello spessore del ghiacciaio.</li><li><strong>Osservazioni satellitari:</strong> permettono di analizzare variazioni di volume e superficie su larga scala.</li><li><strong>Utilizzo di droni:</strong> strumenti sempre più utilizzati per la mappatura dettagliata dei ghiacciai.</li><li><strong>Modelli climatici e simulazioni:</strong> proiezioni che aiutano a prevedere il futuro andamento del ritiro dei ghiacciai.</li></ul>



<p class="is-style-default">L’analisi di questi dati permette di comprendere meglio il ritmo del cambiamento e di individuare le aree più vulnerabili, consentendo di sviluppare strategie di mitigazione più efficaci.</p>



<p class="is-style-intro"></p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Il bilancio di massa: l’indicatore chiave della salute di un ghiacciaio</strong></h2>



<p class="is-style-default">Uno dei metodi più importanti per valutare la condizione di un ghiacciaio è il calcolo del bilancio di massa, ovvero la differenza tra l’accumulo di neve e la perdita di ghiaccio in un determinato anno. Se il bilancio è negativo, significa che il ghiacciaio sta perdendo più ghiaccio di quanto ne accumuli.</p>



<p class="is-style-default">Le misurazioni del bilancio di massa vengono effettuate alla fine dell’estate, quando la stagione di fusione è terminata, e vengono condotte attraverso diverse tecniche:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="674" src="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-1024x674.png" alt="" class="wp-image-16697" srcset="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-980x645.png 980w, https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/ritiro-ghiacciai-italia-480x316.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption><em>fonte: Comitato Geologico Italiano</em></figcaption></figure>



<ul><li><strong>Carotaggi della neve:</strong> permettono di analizzare gli strati di neve accumulati.</li><li><strong>Misurazioni di spessore:</strong> utilizzando aste glaciologiche piantate nel ghiaccio per monitorare la perdita o l’accumulo.</li><li><strong>Rilievi radar e GPS:</strong> strumenti utili per ottenere una visione più ampia della variazione di massa.</li></ul>



<p class="is-style-default">Il monitoraggio del bilancio di massa è cruciale per prevedere la sopravvivenza dei ghiacciai nel tempo e fornire dati utili per le politiche ambientali.</p>



<h2 class="has-text-color" style="color:#003b5c"><strong>Proteggere i ghiacciai per proteggere il nostro futuro</strong></h2>



<p class="is-style-default">L’Anno Internazionale per la Protezione dei Ghiacciai è <strong>un’opportunità per promuovere politiche di mitigazione del cambiamento climatico</strong> e <strong>sensibilizzare l’opinione pubblica</strong> sulla necessità di agire subito. La riduzione delle emissioni, la tutela delle risorse idriche e la conservazione degli ecosistemi montani sono azioni fondamentali per rallentare la scomparsa dei ghiacciai e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.</p>



<p class="is-style-default">Ognuno di noi può contribuire alla protezione dei ghiacciai: ridurre il proprio impatto ambientale, sostenere iniziative di conservazione e diffondere consapevolezza sono passi essenziali per preservare questi preziosi ecosistemi. Solo con un impegno collettivo possiamo sperare di invertire la rotta e garantire un futuro per i ghiacciai e per tutti coloro che da essi dipendono.</p>



<p class="is-style-intro"></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/ghiacciai-e-cambiamento-climatico-perche-il-2025-e-lanno-della-loro-difesa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://protectourwinters.it/wp-content/uploads/2025/02/La-riduzione-del-ghiacciaio-della-Marmolada-dal-1880-al-2015-in-16-secondi.mp4" length="606494" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>LA FIS FA PROGRESSI SIGNIFICATIVI, MA SERVONO ALTRE AZIONI PER ALLINEARSI AL QUADRO DI AZIONE PER IL CLIMA DELL&#8217;UNFCCC</title>
		<link>https://protectourwinters.it/la-fis-fa-progressi-significativi-ma-servono-altre-azioni-per-allinearsi-al-quadro-di-azione-per-il-clima-dellunfccc/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/la-fis-fa-progressi-significativi-ma-servono-altre-azioni-per-allinearsi-al-quadro-di-azione-per-il-clima-dellunfccc/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Filippucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 11:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=16074</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_pb_with_background et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>Credits header image: <a href="https://www.lucajaenichen.com/"><b>Luca Jaenichen</b></a></p>
<p>All&#8217;inizio del 2023, 500 atleti professionisti di sport invernali, tra cui Mikaela Shiffrin (USA), Aleksander Aamodt Kilde (NOR) e Travis Ganong (USA), si sono uniti in una lettera aperta per sollecitare la Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS) a intensificare il proprio impegno nell&#8217;affrontare la crisi climatica. Questa call to action è stata sostenuta dal movimento globale di Protect Our Winters (POW), e da tutti i suoi chapter nazionali (tra cui quello italiano).</p>
<p>Nell’appello, gli atleti hanno chiesto alla FIS una strategia di sostenibilità completa, con una tabella di marcia dettagliata per raggiungere una riduzione del 50% delle emissioni entro il 2030, sottolineando il ruolo critico che la Federazione deve svolgere nella lotta al cambiamento climatico, che rappresenta una chiara minaccia per il futuro degli sport invernali e degli ambienti naturali in cui essi prosperano.</p>
<p>Sei mesi dopo 37.651 persone hanno firmato la petizione di POW, sollecitando la FIS a rispondere alle richieste degli atleti nella lettera aperta.</p>
<p>Oggi la comunità di POW riconosce e celebra i progressi significativi compiuti dalla FIS, come l&#8217;assunzione di un direttore per la sostenibilità, i miglioramenti preliminari al calendario FIS per ridurre i voli a lungo raggio, la presentazione di un programma d&#8217;impatto dettagliato e la stesura di un rapporto di stima delle emissioni. Si tratta di importanti passi in avanti nel percorso verso l&#8217;adempimento dei suoi obblighi come firmatario del Quadro d&#8217;azione per lo sport per il clima dell&#8217;UNFCCC.</p>
<p>Tuttavia, è anche importante sottolineare degli aspetti ancora problematici relativi all’impegno della Federazione per la causa climatica. Infatti, il rapporto di stima delle emissioni pubblicato dalla FIS è stato creato sulla base di 20 eventi della stagione 2023/24 e scalato per stimare il resto dei 177 eventi globali. Ma ci sono oltre 300 eventi di Coppa del Mondo e un totale di oltre 7.000 gare organizzate dalla FIS in tutto il mondo, e le loro emissioni non sono state riportate. Riteniamo sia importante che la FIS chiarisca come le competizioni giovanili e gli eventi più piccoli con meno spettatori contribuiscano all&#8217;impronta complessiva di gas serra.</p>
<p>Inoltre, il bilancio pubblicato dalla FIS dimostra che le emissioni legate ai viaggi costituiscono la quota maggiore dell&#8217;impronta di carbonio dell&#8217;organizzazione. Per affrontare questo problema, è necessario dare priorità alle seguenti misure per ridurre le emissioni dovute ai viaggi:<br />Il calendario delle gare deve essere ottimizzato &#8211; sono già in atto proposte concrete da parte delle organizzazioni nazionali &#8211; per ridurre al minimo le distanze di viaggio tra le singole gare.<br />L&#8217;inizio della stagione deve essere regolato in base alle condizioni climatiche, con un rinvio se necessario, per garantire che i campi di allenamento preparatori siano il più possibile rispettosi del clima.<br />La collaborazione tra gli organizzatori degli eventi e le aziende di trasporto pubblico deve essere rafforzata.<br />Gli investimenti nel trasporto pubblico devono essere attivamente sostenuti e sollecitati da tutte le parti interessate.</p>
<p>Riteniamo che la FIS abbia un vero e proprio superpotere: quello di essere un megafono per la causa climatica, in grado di mobilitare risorse per sostenerne l’azione. E proprio in virtù della sottoscrizione dell&#8217;UNFCCC Sports for Climate Action Framework, la FIS deve sfruttare i canali di trasmissione e i social media e formare gli atleti a essere efficaci ambasciatori del clima. Per qualsiasi organizzazione o azienda, il percorso verso il net zero è impegnativo.</p>
<p>POW attende con ansia che la FIS mantenga l&#8217;impegno di ridurre le emissioni del 50% entro il 2030: è arrivato il momento in cui dai piani bisogna passare alle azioni concrete, affinché la FIS diventi il campione del clima e il modello di ruolo che i suoi atleti e tutti gli appassionati dell&#8217;inverno vogliono che sia.</p>
<p>Per saperne di più su questa campagna e su Protect Our Winters: https://protectourwinters.eu/tryharder-fis/</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>




]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/la-fis-fa-progressi-significativi-ma-servono-altre-azioni-per-allinearsi-al-quadro-di-azione-per-il-clima-dellunfccc/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RIDE, BIKE, CLIMB, VOTE!</title>
		<link>https://protectourwinters.it/ride-bike-climb-vote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Filippucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 11:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=15880</guid>

					<description><![CDATA[POW in generale, e così anche il nostro chapter italiano, lavora su diversi temi e diversi livelli, che vanno dall’estremamente locale (i.e. impatto della costruzione della pista da bob nel paese di Cortina) al super-statale, con mobilitazioni che trascendono i confini nazionali e che vengono portate avanti con i “cugini” europei. La campagna di mobilitazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>POW in generale, e così anche il nostro chapter italiano, lavora su diversi temi e diversi livelli, che vanno dall’estremamente locale (i.e. impatto della costruzione della pista da bob nel paese di Cortina) al super-statale, con mobilitazioni che trascendono i confini nazionali e che vengono portate avanti con i “cugini” europei. La campagna di mobilitazione per le elezioni europee che vogliamo raccontarvi qui è uno di questi esempi.</p>



<p>Il 2024, infatti, è un anno cruciale per la terra, e non solo per i record (negativi) che stiamo infrangendo in termini di aumento delle temperature medie globali e emissioni di gas serra, ma anche perché quest’anno si recheranno alle urne 2 miliardi di persone in tutto il mondo, e tra queste ci saranno 400 milioni di cittadini europei aventi diritto. Si tratta di un anno estremamente importante per la democrazia e conseguentemente per la lotta alla crisi climatica. Le elezioni europee costituiscono uno strumento di fondamentale importanza per potenziare le nostre capacità di passare dall’attivismo alla politica, spingendo per l’elezione di rappresentanti in grado di portare avanti le nostre istanze.&nbsp;</p>



<p>Per questo motivo POW ha lanciato una campagna di mobilitazione per portare attenzione sull’importanza di recarsi alle urne e per definire in modo chiaro ciò che ci aspettiamo dal nuovo parlamento europeo. Abbiamo evidenziato quattro aree chiave in cui l&#8217;Unione europea può e deve rendersi apripista per una giusta transizione verso un futuro più sostenibile, e abbiamo sviluppato un manifesto che descrive con dettaglio le diverse azioni che rientrano in esse. Il manifesto (che può essere letto interamente qui : <a href="https://vote.protectourwinters.eu/manifesto">https://vote.protectourwinters.eu/manifesto</a>)&nbsp; che traina la campagna “Ride, Bike, Climb, Vote!” chiede al prossimo parlamento europeo di:</p>



<p><em>1. </em><em>Sostenere la transizione energetica verde</em></p>



<p><em>2. </em><em>Migliorare e promuovere la mobilità a basse emissioni di carbonio</em></p>



<p><em>3. </em><em>Accelerare il ripristino della biodiversità e la protezione dei luoghi naturali</em></p>



<p><em>4. Porre fine ai modelli commerciali insostenibili e al consumo eccessivo&nbsp;</em></p>



<p>Oltre a presentare le nostre proposte al parlamento europeo abbiamo lanciato una campagna di comunicazione insieme ai nostri atleti e partner per portare la comunità outdoor alle urne. La campagna è basata motto Ride, Bike, Climb and Vote: così come pratichi il tuo sport outdoor, vota per proteggere i luoghi che ami!</p>



<p><br>La campagna è stata diffusa grazie ai contenuti foto e video prodotti insieme a POW Europe ed ai nostri atleti (visibili sul nostro profilo Instagram), grazie alla collaborazione con The Pill e SkiAlper e alla partecipitazione al Bycicle Adventure Meeting (BAM) di Mantova.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FIS WAKE UP!</title>
		<link>https://protectourwinters.it/fis-wake-up/</link>
					<comments>https://protectourwinters.it/fis-wake-up/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linda Schwarz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 10:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://protectourwinters.it/?p=15809</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[



<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_pb_with_background et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_1">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_1  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty">
				
				
				
				
				
			</div>
				
				
				
				
			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_2">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_2  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1 highlighter  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h1 style="text-align: center;"><span>FIS WAKE UP!</span></h1></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><span style="font-weight: 400;">Chiediamo un maggiore impegno per il clima nel settore degli sport invernali!</span></h3>
<h3></h3></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="font-weight: 400;">Le immagini delle ruspe che scavano il ghiacciaio del Theodul a Zermatt per preparare le piste per la Coppa del Mondo di sci a metà novembre hanno sconvolto la comunità outdoor. Il ritmo con cui il nostro clima sta cambiando e con cui i ghiacciai si stanno sciogliendo sta accelerando. In un momento in cui la crisi climatica richiede una risposta forte e risoluta da parte dei politici e della società in generale, queste pratiche danneggiano l&#8217;immagine e la credibilità degli sport invernali.</span></p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="font-weight: 400;">Eppure, le affermazioni fuorvianti della Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS) sugli impegni per il clima sono ancora in vigore e il calcolo della loro impronta di carbonio è decisamente impreciso. È chiaro che la FIS ha fatto troppo poco per essere il leader ambientale di cui abbiamo bisogno in questo momento critico. La federazione, gli organizzatori di eventi e le destinazioni ospitanti devono agire come esempio e dimostrare di prendere sul serio le sfide attuali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Svegliati FIS!</strong> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cogliete l&#8217;opportunità di diventare leader nel garantire il futuro non solo degli sport invernali, ma soprattutto di un pianeta vivibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il movimento globale POW chiede alla FIS di attuare una strategia di sostenibilità misurabile, che comprenda una tabella di marcia per raggiungere una riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030, la piena trasparenza dell&#8217;impatto ambientale della FIS e l&#8217;adattamento del calendario delle gare alle nuove condizioni climatiche.</span></p>
<p><strong>Unitevi al movimento e firmate la petizione qui sotto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_3 et_pb_equal_columns">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_3  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3>LA TUA VOCE CONTA!</h3></div>
			</div>
			</div><div class="et_pb_column et_pb_column_2_5 et_pb_column_4  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_0_wrapper  et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_button_0 et_pb_bg_layout_light" href="https://chng.it/NBJg4FNyJX" target="_blank">petizione</a>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>



]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://protectourwinters.it/fis-wake-up/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: protectourwinters.it @ 2026-08-22 12:13:05 by W3 Total Cache
-->